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mercoledì 9 luglio 2014

OLANDA-ARGENTINA: VAN GAAL, FATE VEDERE LA PARTITA AI BAMBINI!


Piú che un'esortazione é stata un'intimazione: ''Stasera fate stare i bambini alzati e fategli vedere la partita''. Luis Van Gaal, il Ct della nazionale olandese, ufficialmente diventato eroe nazionale, si é espresso cosí oggi durante la conferenza stampa alla vigilia della partita fra Olanda e Argentina, in onda soltanto alle 22 di questa sera. 




Nei Paesi Bassi, dove una parte del paese ancora non ha iniziato le vacanze scolastiche estive (in Olanda le vacanze si prendono a scaglioni a seconda della parte in cui si vive), molti bambini per guardare la partita dovrebbero stare in piedi ben oltre il normale orario consentito. Cosa mal digerita dai genitori olandesi che, in molti casi, spediscono i loro bimbi a letto intorno alle 19.30. Ma oggi, dopo l'esortazione in mondovisione di Van Gaal, nessuno oserá tirarsi indietro. Tutti devono obbedire al coach che qui ormai ha piú potere del premier in carica. 

'' E'qualcosa di unico che ha un impatto su tutto il mondo'', ha tuonato con il suo severo faccione. ''Quindi vi consiglio rigorosamente di fargliela vedere''. Insomma tutti alzati fino a tarda serata per tifare a squarciagola:, se anche con una vocina flebile flebile: FORZA OLANDA!!!''. 

martedì 22 maggio 2012

ECCO PERCHÉ AVREMO DI SICURO UN POMPIERE IN FAMIGLIA

AD AMSTERDAM IL FESTIVAL DEI POMPIERI PER AVVICINARE I BAMBINI A QUESTA PROFESSIONE
Mio figlio, ormai ne sono sicura al 99%, da grande fará il pompiere. Lo ha/abbiamo deciso sabato nel corso della giornata e, in famiglia, siamo tutti d'accordo. E anche molto felici perché ci siamo risparmiati tutte qelle lugrubazioni sui futuri studi di questo 'guagliuncello'.  Ma cosa ci ha portati, cosí innanzitempo (Adriano ha solo 5 anni) a prendere questa decisione? Semplice: il Brandweerfestival. Cos'é? Il festival dei Pompieri che si é svolto in un parco di Amsterdam lo scorso week end. In poche parole, i pompieri olandesi, dopo aver realizzato che la loro professione é sempre meno scelta dai giovanissimi, hanno deciso di far conoscere ai piú piccoli il nucleo principale dello loro attivitá organizzando questo grande gratuito festival in cui, credetemi, i bambini non é che si sono divertiti: sono letteralmente impazziti dalla gioia. Mio figlio ce lo siamo dovuti riportare a casa con la forza e sotto minaccia, appunto, di un pompiere che gli ha intimato di seguirci pena radazione futura dall'albo delle Fiamme rosse. 
   

 I bambini, oltre ad avere avuto la possibilitá di fare un giro sui loro camion, usare gli idranti (con cui ci hanno bagnato senza pietá), assistere a vere dimostrazioni per spegnere incendi (dolosamente appiccati a scopo didattico dai pompieri), cimentarsi in partite di calcetto contro (aitanti) pompieri, hanno simulato il salvataggio di neonati di pezza in stanze invase dal suono di sirene, hanno ascoltato silenziosi il decalgo del bravo pompiere, sono saliti sul classico braccio meccanico per salvare dei poveri Teletabbies impiccati agli alberi (vedi foto sotto) e infine hanno ballato al ritmo di un dj per bambini mentre in altri angoli del parco si colorava, mangiava e soprattutto ci si faceva il bagno, oltretutto con i vestiti addosso.

Ed infatti nel laghetto del parco c'erano una serie di canotti presi d'assalto dai bambini. Ora, visto che nessuno si aspettava che facese caldo (noi qui in Olanda non ce lo aspettiamo mai) e visto che l'acqua era molto bassa, a 10 minuti dall'inizio dei festival quasi tutti i bambini giocavano a capovolgersi dai canotti nel lago, chi completamente ancora vestito, chi semplicemente in mutande. Fra i genitori é calata una serena rassegnazione. Ecco, per esempio, nella foto sotto mio figlio e un altro pestifero che vogano indisturbati zuppi nelle torbide acque del laghetto.

Sempre nello stesso lago invece altri bimbini camminavano sull'acqua a modi Gesú. Come? Venivano stipati uno a uno in delle enormi palle traspaenti in cui rotolovano sull'acqua schiattandosi dalle risate. Non ho ancora capito bene come facevano a farceli entrare (mi pare che gonfiassero la palla con loro direttamente dentro) ma questa é l'unica cosa che mi sono riufiutato di fare fare a mio figlio perché mi sembrava un pó troppo metterlo pure a centrifugare modi lavatrice (vedi foto in basso in cui altri temerari si danno alla pazza gioia).

Dopo 4/5 ore d attivitá sfrenate finalmente abbiamo preso la via di casa. Tutti divertiti e, soprattutto,con una nuova professione in tasca. 

venerdì 20 aprile 2012

ECCO IL 'WARMING UP' DELLA GIORNATA DELLO SPORT


Ebbene si, alla fine é stata una bella giornata. Per chi non si fosse perso la puntata precedente, ecco una piccola ‘chiosa’ alla giornata dello sport in cui vestivo i panni di leader di un gruppo di bambini della scuola di Adriano che dovevano cimentarsi in una serie di gare sportive . Vestiti tutti con una divisa-maglietta di un verde acceso (no, non era un gruppo di bambini leghisti in incognito spediti  dai genitori a nascondere qualche lingotto ad Amsterdam), si sono  scatenati senza tregua per oltre tre ore. Il freddo non li  ha scalfiti. A loro.

Qui di sopra  pubblico il video del warming up, il riscaldamento, dei bambini prima delle gare. A ritmo di una commercialissima hit del momento, i bambini hanno iniziato, a mio parere, piú a ballare che a riscaldarsi. Ma tant’e’! Sulla collinetta di fronte a loro, i ‘coach’ (alla scuola di Adriano li chiamiamo cosí le maestre e i maestri) mostravano al pubblico di mocciosi adorante gli esercizi che dovevano imitare. Devo dire che erano abbastanza buffi. Bambini, maestre/i, preside, bidelli, Isomma tutti, me compreso.

Il mio gruppo, che non so perché qualcosa giá me lo diceva, era abbastanza  sui generis. Se Adriano ha disertato per un altro gruppo che, ai suoi occhi, era piú 'fat’ (figo) del mio, un altro bimbo non si é proprio presentato all'appello perché malato. Quindi, ci siamo ritrovati con 4 bambini al posto di 6. L., la ‘grande del gruppo’, scura in faccia, mi ha subito detto ''questo non é vero sport’’. Dopo sole 2 ore finalmente le ho strappato il primo sorriso. J., l'altro bambino diciamo cosí grande,  voleva fare solo  ó burdello.  E poi loro, i due piú piccoli. Un maschietto e una femminuccia che si sono attaccati a me come due cozze senza concedermi un secondo di tregua. Nemmeno quando é arivato il caffé x tutti i genitori/accompagnatori me lo sono potuto prendere perché non avevo le mani libere e manco lí mi mollavano! Quando li ho riaccompagnati in classe ho tirato un sospiro di sollievio. E mi sono andata a prendere il mio agognato caffé. Finalmente al caldo.

martedì 17 aprile 2012

LA GIORNATA DELLO SPORT A SCUOLA: PERCHÉ ACCETTAI?


Perché perché perché ho detto si? Perché ho accettato di partecipare prima di leggere tutte le istruzioni? Ormai non mi posso piú tirare indietro, solo poche ore mi separano  dal fatidico evento: LO SPORTDAG, ovvero la giornata dello sport che si svolgerá nella scuola di mio figlio Adriano. Quattro interminabili ore in cui 52 genitori, spontaneamente consegnatisi agli organizzatori, dovranno capitanare e accompagnare ciascuno un gruppo sei bambini (nelle istruzioni cnsegnateci avvertono che alcuni potrebbero essere un pó ‘pittig’, un modo carino per dire belve scatenate). Questi ultimi si sfideranno a colpi di giochi sportivi.
Ora, quando io ho sentito che la scuola era a caccia di volontari per questo fantomatico giorno dello sport, mi sono messa a disosizione. Perché no? Pensavo: 2 flessioni, un pó di corsa, hop hop,su bambini, hop, pedalare!. Sti caz. Quando é arrivata la mail dalla maestra di ginnastica, 4 file pesantissimi allegati, ho realizzato. E mi sono giustamene allarmata. Paginate di spiegazioni, ovviamente tutte in olandese. Che vabbe’, si, io lo parlo, l’ho imparato giuro, ma mó leggersi 22 pagine fitte fitte carattere 8 mica poi é cosí facile. Comunque: stasera ho studiato. E ho capito che: guideró una squadra di 6 fra cui Adriano (che giá  ha giá annunciato battaglaia dalle primissime ore del mattino perché lui la tuta non se la metterá mai), che li dovró prelevare in classe (facendo l’appello dei nomi -x fortuna sono quasi tutti facili tranne uno/a (?) che si chiama Djaruz-) , li deporteró nel parco di fronte e li faró  competere contro  altre 51 agguerrittissime squadre di bambini, che, in tutto, saranno solo un 300. I giochi in cui si dovranno cimentare saranno in tutto 13 e andranno dagli intramontabili staffetta e gara coi sacchi ad alcuni che sfortunatamente, anche con vocabolario alla mano, non ho capito fino in fondo. Penso che la mia squadra purtroppo perderá.
In tutto questo, quando ne avranno bisogno, li dovró  accompagnare in bagno a fare pipí (se mi va bene), abbeverarli e, alla fine, anche se sono stati le piú pippe di tutti come prevedo (visto che io non sapró spiegargli i giochi), dargli un premio. Ce la faró? Ho i miei dubbi. Per due fondamentali ragioni.

1) ho un mal di denti che mi sta uccidento (mi ha colpito la  cosídetta maledizione dell’occhio secco del dentista offeso: ho incatuamente cancellato un appuntamento fissato da mesi. Dopo due ore esatte un dente mi ha iniziato a tormentare. Richiamato e pregato in ginocchio di riprendermi, il dentista mi ha gentilmente sfanculato alla prossima settimana).

2) Le condizioni metereologiche. Che tempo ragazzi! Da due giorni siamo miseramente riprecipitati fra i 3 e 5 gradi. Ma non solo. Piove. Ma non solo. Il vento soffia come la bora quando ne parlano al telegiornale. Talmente forte che ho il terrore che qualche bambino del mio gruppo se ne voli via, lontano. E io mi dovró giustificare con i genitori che non li avró ancorati bene al terreno sottostante. Aiuto, aiuto, aiuto. Lo sport fa bene? Insomma. 

domenica 8 aprile 2012

L’UOVO DI PASQUA? TE LO DEVI GUADAGNARE BAMBINO MIO


L’uovo di Pasqua? Lo vuoi? Bhé scovalo se ci riesci e poi ti sará dato di mangiarlo. Detta in questo modo potrá sembrare un pó brutale. Ma in fin dei conti é cosí. Perché i bambini olandesi -e tutti quelli comunque residenti nei Paesi Bassi con regolare permesso di soggiorno e una smodata voglia di integrazione- mica lo ricevono cosí, l’uovo,  aggratis perlopiú. Se lo devono cercare! Nei giorni pasquali infatti si scatena una vera e propria caccia. Cioé i genitori, gli ovetti (quelli piccoli piccoli e senza nemmeno una fetente di sorpresa dentro), sadici piú che in altri periodi dell’anno, li nascodono. In giardino, i piú fortunati, in mezzo ai cortili e giardinetti pubblici i meno abbienti. Per caritá i bambini sono felicissimi di scatenarsi in questa caccia all’uovo. I piú scaltri ne accumulano in quantitá smodate che li porta a un mal di pancia che va da un minimo  di due a un massimo di quattro giorni. I meno fortunati, invece, e anche quelli con problemi di vista, a volta se ne riescono ad accaparrare soltanto un paio, con conseguente crisi psicologica, che pure dura dai due ai quattro giorni.


Ecco, secondo me la caccia alle uova é un pó la metafora delle regole di questo paese. Ovvero: vuoi qualcosa? A Bello! Te la devi faticare! Secondo alcuni é proprio cosí facendo che si costruisce un economia forte, a prova di crisi.  Partendo  da subito, educandoli  da bambini a faticarsi –per caritá divertendosi- anche l’ovetto. Che insomma, non é che solo perché é Pasqua e tu sei un moccioso come tanti altri lo devi avere cosí, regalato da parenti, amici e dai nonni che, come minimo solo loro, te ne recapitano tre. Uno, fra l’altro, con la sorpresa personalizzata fatta inserire apposta x te da qualche mettre a chocolatier. Che per fare cosí, infatti, hai visto a noi che ci é successo? Con l’idea che tutto ci é dovuto -a partire da quello che sembrava un innocente ovetto- siamo andati praticamente in rovina: lo spred si é impennato, le borse  sono crollate e il governo é caduto. E’ per questo, caro presidente, che le faccio una proposta: perché non inserire per legge in Italia la caccia all’uovo di Pasqua con conseguente messa al bando di tutti gli evasori, genitori furbastri che ancora si ostinano a regalarle di nscosto queste uova? Certo, ci sarebbe di sicuro una ondata di scioperi. Milioni di bambini si rifiuterebbe di tornare a scuola dopo le vacanze di Pasqua, scenderebbero  in piazza con girelli,  tricicli, biciclette  per  bloccare anche loro tanto per cambiare il traffico (e affiancati, perché no, anche dai soliti tassisti). Al momento ci sarebbe un gran casino. Ma in compenso, sa che tirata per la futura economia.  Ah…. bello fantasticare, io intanto scusate torno alla reltá, ho fretta. Devo andare a nascodere gli ovetti.