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martedì 12 maggio 2020

AMSTERDAM: RIAPRONO LE SCUOLE, GENITORI IN FESTA



Genitori in fila con distanza di sicurezza che aspettano di far entrare i bambini a scuola

Penso non di non aver visto mai tanta gente felice tutta insieme. No, non era un matrimonio, una festa, un rave, un concerto, un battesimo o una comunione.
Era semplicemente il primo giorno di riapertura delle scuole in Olanda dopo la chiusura per Corana virus.

I soggetti felici in questione, con sorriso Durbans 54 denti, non erano ahime' i bambini ma i genitori che non potendosi abbracciare si scambiavano sguardi di beatitudine con muscoli facciali finalmente in rilassamento.
Gente che conosco di vista da anni, e con cui non mi sono mai scambiata un saluto, improvvisamente questa mattina si sbracciava e mi guardava con la faccia da  ''adesso si che andra' tutto bene''.
Potenza delle pandemie.

Ma partiamo dai fatti di cronaca. Da ieri le Basis school'', che all'incirca costituiscono le nostre elemnatari e medie insieme (si entra a 4 e si esce a 12 anni) hanno riaperto i battenti in Olanda.

Le classi sono state dimezzate per rispettare le distanze di sicurezza cosi'  la maggioranza dei bambini andra'a scuola 2 o 3 giorni alla settimana. Per quelli a casa si continua con il mezzo di tortura piu' truce a partire dal medioevo: le lezioni e i compiti on line.
Una maledizione divina che si e' abbattuta con una violenza senza precedenti sui poveri genitori.
(Poi dovete sapere che le mamme e i papa'olandesi hanno particolarmente sofferto e faticato ad adattarsi piu' degli altri colleghi' degli altri paesi europei. Nei Paesi Bassi, infatti, nella maggioranza delle scuole non si assegnano i compiti. Zero. Quindi mentre per esempio in Italia uno lo sa gia' che suo figlio e' un somaro o un secchione, qui ci si e'dovuti confrontare per la prima volta con la amara (o dolce per i piu' fortunati) realta'. (''Ma come mi avevi detto che eri il primo della classe e non sai nemmeno qual'é  la capitale dell'Uganda'', osservazioni cosi' insomma sono entrate nella quotidianita'di tutte le famiglie con figli in eta' scolare).

PROTOCOLLO SICUREZZA

Ma siccome niente viene aperto se non lo si fa in assoluta 'sicurezza', ecco ovviamente stilato  il protocollo sicurezza della scuola:

Punto primo:
i bambini si dovranno lavare le mani fra le 70 e le 85 volte a mattinata.
Praticamente passeranno piu' tempo in bagno che a studiare.

Punto secondo:
ogni classe entrera' da una diversa parte dell'edificio. Essendoci poche entrate e tante classi alcuni bambini verranno fatti arrampicare da porte finestre che molto probabilmente gli procureranno contusioni di una certa severita' che li costringeranno a rimanere di nuovo a casa.

L'entrata della scuola dove i genitori aspettano pazientemente in fila per l'entrata

Puntpo terzo:
si entra a orari scaglionati. I piu'sfortunati si dovranno trovare davanti al portone alle 5 del mattino.
ce ne sono altri invece che entreranno alle 14 ma potranno usufruire di una sola mezz'ora di lezione perche' tanto la scola finisce alle 14,30.

Punto quarto:
per entrare ovviamente ci si dovra'mettere in fila (vedi foto sopra) con distanza l'uno dall'altro di 1 metro e mezzo.
Alcuni sono costretti a mettersi in fila la sera prima altrimenti non ce la faranno mai ad essere in tempo per la loro fascia oraria. Alcuni genitori si sono dotati di tende e campeggiano allegramente furi dal portone della scuola. Mentre aspettano il loro momento di entrata fanno finta di essere in vacanza. (gli olandesi amano unire l'utile al dilettevole).

Punto quinto:
i bambini vengono prelevati a orari scaglionati e una volta a casa vengono sanificati e tenuti in una stanza da soli (e a volte al buio se non si sono comportati bene a scuola). Insomma in quarantena finche' non potranno andare a scuola nel giorno a loro assegnato.

Ma questo e'solo l'inizio di una lunga serie di protocolli piu'o meno simili  che verranno stilati in vista dell'apertura, il primo giuno, di molte altre attivatita' fra le quali musei , cinema ,teatri e le famose terrazze. Queste ultime, gettonatissime punto di ritrovo durante il periodo estivo, costituiscono gli spazi all'aperto di bar e ristoranti che allínterno pero' verrano preclusi al pubblico.
Insomma, a questo punto, speriamo solo che non piova.

Seguitemi per i protocolli delle prossime aperture.....

venerdì 4 maggio 2012

L 'AJAX HA VINTO, MA IL TIFOSO É STATO CHIUSO IN GABBIA

                                      IN OGNI CASO É L'INIZIO DELLA FINE

Che fare se il tuo compagno, tu lontana 1600 km, invece di mandarti un sms d'amore, ti invia la foto dell'Ajax campione d'Olanda (oltretutto immagine scattata dal divano al televisore di casa -gurdare in basso per credere-)? Una sola cosa: rassegnarsi. Si perché la vittoria della squadra di Amsterdam tira la volata a quello che sará per gli uomini della capitale olandese (ma in realtá per tutti gli uomini cittadini della UE) l'evento dell'anno: i, da me temutissimi, campionati europei. Ora, il mio uomo aspettava solo questo: iniziare a infervorarsi per il calcio. Da oggi, fino alla fine degli europei, a casa nostra, almeno 52 volte al giorno, si parlerá di questo: di calcio, anzi di europei. Lui, come si dice a Napoli, sull'argomento non sputerá n'terra. Io annuiró silenziosa pensando intanto ai cazzi mei. Ma giá con in mente la giornata tipica in cui giocherá l'Olanda: riunioni di amici indemoniati che si calmeranno solo con l'intervento di un esorcista, urla e commenti da osteria di terz'ordine, rutto libero e uscita 'no time limit' autorizzata di diritto nel caso in cui la squadra vinca. 


Il problema é che tutti questi uomini made in Amsterdam avranno accomulato in loro anche la frustazione di una vittoria non pienamente celebrata per l'Ajax. E quindi saranno carichi come un fucile a pallettoni inutilizzato per un paio d'anni da tuo zio cacciatore per passione. Ma perché? Cosa é successo oggi, all'indomani della vittoria di mercoledí dell'Ajax? E'successo che i tifosi invece di andare a sbrandellare/rsi ubriachi per le vie della cittá sono stati rinchiusi in un prato di fianco allo stadio Arena come belve pericolose in uno zoo. E li',e solo lí,  per un paio di orette hanno potuto celebrare i loro eroi. Ed infatti il sindaco di Amsterdam Van der Laan aveva ordinato che i festeggiamenti si svolgessero solo e unicamente in questo contesto, lontano, molto lontano dal centro della cittá. I tifosi l'anno fischiato ma alla fine hanno acconsentito e come soldatini obbedienti sono andati a far finta di divertirsi. Ne erano attesi circa 80 mila. Si sono presentati in appena 50 mila. Niente  in confronto ai 100 mila che lo scorso anno avevano invaso la centrale Museumplein dando filo da torcere alle forze dell'ordine e ai cittadini che rispetto a loro, diciamo cosí, volevano festeggiare un pó piú sobriamente. 

La 'festa'sarebbe dovuta durare fino alle 21.30. In realtá, giá prima delle 21.00 la maggior parte dei supporter batteva ritirata. Su di loro una fitta e tipica pioggerellina. Ora capisco perché il mio uomo la foto l'ha scattata dal divano. Tanto sa che da qui a breve, a  giugno, avrá inizio la sua rivincita. Io, comunque, tifo Italia, TIË!


domenica 8 aprile 2012

L’UOVO DI PASQUA? TE LO DEVI GUADAGNARE BAMBINO MIO


L’uovo di Pasqua? Lo vuoi? Bhé scovalo se ci riesci e poi ti sará dato di mangiarlo. Detta in questo modo potrá sembrare un pó brutale. Ma in fin dei conti é cosí. Perché i bambini olandesi -e tutti quelli comunque residenti nei Paesi Bassi con regolare permesso di soggiorno e una smodata voglia di integrazione- mica lo ricevono cosí, l’uovo,  aggratis perlopiú. Se lo devono cercare! Nei giorni pasquali infatti si scatena una vera e propria caccia. Cioé i genitori, gli ovetti (quelli piccoli piccoli e senza nemmeno una fetente di sorpresa dentro), sadici piú che in altri periodi dell’anno, li nascodono. In giardino, i piú fortunati, in mezzo ai cortili e giardinetti pubblici i meno abbienti. Per caritá i bambini sono felicissimi di scatenarsi in questa caccia all’uovo. I piú scaltri ne accumulano in quantitá smodate che li porta a un mal di pancia che va da un minimo  di due a un massimo di quattro giorni. I meno fortunati, invece, e anche quelli con problemi di vista, a volta se ne riescono ad accaparrare soltanto un paio, con conseguente crisi psicologica, che pure dura dai due ai quattro giorni.


Ecco, secondo me la caccia alle uova é un pó la metafora delle regole di questo paese. Ovvero: vuoi qualcosa? A Bello! Te la devi faticare! Secondo alcuni é proprio cosí facendo che si costruisce un economia forte, a prova di crisi.  Partendo  da subito, educandoli  da bambini a faticarsi –per caritá divertendosi- anche l’ovetto. Che insomma, non é che solo perché é Pasqua e tu sei un moccioso come tanti altri lo devi avere cosí, regalato da parenti, amici e dai nonni che, come minimo solo loro, te ne recapitano tre. Uno, fra l’altro, con la sorpresa personalizzata fatta inserire apposta x te da qualche mettre a chocolatier. Che per fare cosí, infatti, hai visto a noi che ci é successo? Con l’idea che tutto ci é dovuto -a partire da quello che sembrava un innocente ovetto- siamo andati praticamente in rovina: lo spred si é impennato, le borse  sono crollate e il governo é caduto. E’ per questo, caro presidente, che le faccio una proposta: perché non inserire per legge in Italia la caccia all’uovo di Pasqua con conseguente messa al bando di tutti gli evasori, genitori furbastri che ancora si ostinano a regalarle di nscosto queste uova? Certo, ci sarebbe di sicuro una ondata di scioperi. Milioni di bambini si rifiuterebbe di tornare a scuola dopo le vacanze di Pasqua, scenderebbero  in piazza con girelli,  tricicli, biciclette  per  bloccare anche loro tanto per cambiare il traffico (e affiancati, perché no, anche dai soliti tassisti). Al momento ci sarebbe un gran casino. Ma in compenso, sa che tirata per la futura economia.  Ah…. bello fantasticare, io intanto scusate torno alla reltá, ho fretta. Devo andare a nascodere gli ovetti.

giovedì 5 aprile 2012

BICI DELLA NONNA UN CAVOLO

La chiamano la 'Oma Fiets',  la bicicletta della nonna. Lasciando cosí intendere che questo particolare tipo di bici sia facile, facilisima, da utilizzare. Se anche una vecchietta ci sale in sella, chssá io che peripezie saró in grado di fare, pensa l'uomo medio, quello della strada, quello che in Olanda ci é arrivato solo in etá adulta. E invece no! E' uno dei mezzi di traspoto piu 'subdoli e pericolosi in cui un italiano si possa imbattere. Per una ragione su tutte: non ha i freni (vedi foto). O meglio, li ha, ma sono i cosídetti (malefici) freni a pedale. Questo significa che mentre si é lanciati a velocitá per una bici comunque elevate, si deve portare i benedettissimi pedali all'indietro producendo un innaturale effetto frenata che, minato irrimediabilmente il proprio equilibrio, porta, se non si é sufficientemente allenati, a schiantarsi contro il primo oggetto contundente che si para sul proprio tragitto.  E che, se si é fortunati, é un semaforo (che inizia cosí ad oscillare minacciosamente), ma che se lo si é meno é una macchina (il cui proprietario bestemmiato a dovere si appropinqua a scendere). Il tutto fra i sogghigni degli astanti, cittadini ovviamente perlopiú olandesi (gli stranieri quasi sempe ti mostrano una certa pietá), che capiscono subito che tu, proprio, non ci sei nato come loro sulla bicicletta. 

Ecco, io ora questa carissma Oma Fiets, l'ho iniziata a usare da circa una settimana. Sette giorni di terrore, sette giorni che rischio la vita, sette giorni che mio figlio che mi pedala a fianco come un centauro consumato mi guarda schifato e mi urla nella sua lingua 'Mamma wat doe je'? (Mamma, ma che fai???). Ora, non solo uno suda freddo ogni volta che si muove da un luogo all'altro ma si deve pure sentire umiliato da uno di 5 anni  che,  nonostante sia tuo figlio, ti esorta in un'altra lingua a darti un certo contegno. Voi che fareste? Io ho deciso: la domenica mi vado ad allenare in stradoni senza macchine cosí come si faceva quando bisognava imparare a guidare la macchina a 18 anni. Ma questa, poi mi dico, é una bici, la bici della nonna! Bici della nonna un cavolo.