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mercoledì 20 aprile 2016

ANDARE IN BICI: UTILE BREVIARIO DI SCUSE DI CUI POTERE APPROFITTARE

Un parcheggio di bici ad Amsterdam su una 'barca' sul canale

Andare in bici:  Oltre avere effetti benefici sul fisico, sulla mente, sull'ambiente e sulla circolazione, ha anche l'ulteriore vantaggio di prestarsi come ottima scusa per ritardi sul posto lavoro, piantamenti in asso di spasimenti non voluti, rimando appuntamenti con amiche petulanti e scaricamenti di babysitteraggio di bambini rompiballe di vicini e conoscenti. 
Ecco una gamma di scuse assolutamente credibili che potevt usare per procastinare un appuntamento/impegno e su cui nessuno si permetterá di rimproverarvi. Anzi tutt'al piú gli dará modo di compatirvi. 
Personalmente mi sono accadute quasi tutte le circostanze sottostanti. 

1) MI HANNO RUBATO LA BICICLETTA

Chiunque abiti ad Amsterdam ha avuto questa esperienza. Almeno una volta. I piú sfigati (quelli che abitano in zone con alta concentrazione di junkies) se ne sono viste sottrarre 3,4, 5 e via a salire. Anche quando hanno legato la bici con catene che valevano 2 volte la bicicletta stessa, si sono ritrovati invariabilmente diverse mattine a bestemmiare quando, giá in ritardo per il lavoro, hanno ritrovato la catena, il palo a cui era attacccata ma non la bici stessa.

Secondo i dati della polizia sono quasi 10 mila le biciclette che vengono rubate ogni anno ad Amsterdam. La maggior parte dei furti avviene per opera di tossici che se la rivendono per strada per 10 euro o poco piú. 
Ma la musica iniza a cambiare. Il Comune di Amsterdam ha appena lanciato una iniziativa contro i furti di bici. Nelle piazze della cittá ci sono degli appositi stand dove é possibile far incidere sulla propria bici un codice che oltre a fungere da deterrente, in caso di ritrovamento, permetterá di rintracciare facilmente il proprietario. Eccolo nella foto in basso



2) SONO CADUTO DALLA BICI

Questa la potete usare solo se siete italiani e un pó imbranati. A memoria d'uomo nessun ondese é mai caduto dalla bicicletta. A meno che non pedalesse in condizioni climatiche apocalittiche o con neve sopra il metro e quaranta. Personalmente, ho visto il pavimento MOLTO da vicino diverse volte.. L'ultima scivolando sui temutissimi binari del tram che, essendo dapertutto, moltiplicano per i ciclisti di rango B il numero delle possibili cadute. 

3) LA POLIZIA MI HA FERMATO E MI HA FATTO LA MULTA

Ebbene si, accade anche questo in Europa del nord. Ci sono dei periodi dell'anno in cui il Comune di Amsterdam, come qualunque comune al mondo che si rispetti, vuole fare cassa. Con le multe. Qui si fa sulle bici. Poliziaotti accanitissimi  si appostano dietro un cespuglio e se ti vedono senza luci (si senza luci, avete capito bene) ti fermano, ti fanno una bella ramanziana e ti consegnano un bel multone di 50 euro che, se non lo pagni a stretto giro, iniziare a aumentare in maniera cosí esponenziale che ti ritrovi debitore  del Comune per una 15na d'anni. 


4)MIO FIGLIO SI É QUASI AMPUTATO UN PIEDE FINITO NELLA RUOTA

Se pedali con un bambino dietro (se sei una mamma non ti puoi esimere) ci sono delle norme di sicurezza da cui non si puó prescindere. Pena, per esempio, affettamento di un innocente piedino. Succede quando pedali senza i para raggi ed é estate. Il bimbo in sandali si muove un pó e ZAC!.. il piede finisce nella ruota. Da quel momento si susseguono una serie di eventi catastrofici che é impossibile fermare, Il bambino urla come se lo stessero sgazzandio, si dimena e di conseguenza ti fa perdere l'equilibro, Rischio caduta (o caduta ancora peggio), medicazione della ferita, altri urli disumani, bambino mezzo zoppo per una settimana o piú, perdita di due giorni di scuola, generale disapprovazione sociale.   
(Non é un caso che il comune ha attivato una campagna indirizzata soprattutto alle mamme per promuovere l'uso dei pararuota. Sotto un illuminante esempio).



5)HO INVESTITO UN TURISTA

Succede anche questo ad Amsterdam. Soprattutto in centro. Se venite in viaggio in questa cittá ho un solo consiglio da darvi: attenti alle piste ciclabili. Temetele. E rispettatele soprattutto. Non ci camminate sopra e miraccomando, se le attraversate, guardate da una parte e dall'altra. Perché se non lo fate, la pena é ritrovarvi sotto le ruote di un ciclista che andava a tutta velocitá, non ha frenato in tempo perché voi gli siete parati davanti all'improvviso e dopo avervi travolto vi manderá pure dietro le piú terribili bestemmie olandesi che, vi assicuro, oltre ad essere molto oltraggiose hanno un suono che non vi piacerá per niente.   

6) AVEVO IL VENTO CONTRO

Se la pioggia non puó assolutamente servire come scusa (tutti pedalano anche con piogge scroscianti senza battere ciglio) il vento invece,  se contro, impensierisce anche un olandese facendogli raddoppiare il tempo di percorrenza che normalmente si impiega. Il vento in Olanda, come diremmo noi italiani, ti ci porta via. Quando troppo é troppo il mio consiglio é:  scendete e portatevi la bici a mano. Farete prima. 

7) NON HO TROVAVO PARCHEGGIO

In fatto di parcheggio, ad Amsterdam, si registra una situazione abbastanza anomala. Soprattutto nel centro. Trovare un posto con la macchina é piú semplice che trovare un posto per la bici. Sará anche perché il parcheggio per l'auto per un'ora costa ben 5 euro (!). Sará anche perché ad Amsterdam, secondo dati ufficiali, si contano 880 mila bici Piú degli abitanti. Fatto sta che a volte la bici te la devi letteralmente ingoiare. Il problema posizionamento bici ha comunque indotto il comune ha organizzare una serie di parcheggi alternativi molto speciali. Per esempio quello sulle barche. Se ne puó vedere una nel centralissimo canale Siengel proprio a due passi dal mercato dei fiori. Uno spettacolo, almeno per me. L'ho fotografata con ammirazione e lo potete fare anche voi guardando la foto in alto a tutto.

 Insomma pedalare ad Amsterdam, oltre ad essere una potenziale efficacissima scuca é una continua vivacissima scoperta e avventura. 

lunedì 24 agosto 2015

BICICLETTE: ARRIVA IL SONDAGGIO DOVE TUTTI PARTECIPANO CON UN APP

 DAL 14 AL 20 SETTEMBRE LA RICERCA FATTA DAI CICLISTI STESSI




Il piú grande sondaggio sulle biciclette mai fatto in Olanda. A condurlo i ciclisti stessi. Come? Con app che, scaricata sul proprio telefonino, ci consente di contare chilometri, velocitá, piste e tragitti percorsi da noi stessi.

Nel paese dove circolano piú di 14 milioni  di biciclette (quello in cui si pedala di piú nel mondo) si é sentita la grande esigenza di contarsi e condurre una ricerca fatta sulla base di dati forniti dagli stessi ciclisti. Il tutto avverrá nel corso di una intera settimana (dal 14 fino al 20 settembre) e fornirá non solo dati che andranno a compilare nuove statistiche ma anche come spunto per migliorare (ancora di piú se mai fosse mai possibile!) la viabilitá per le due ruote.

Quindi, se tanto per fare un esempio, dovessse venire fuori che su una pista ciclabile cé'un enorme flusso di biciclette, mentre, accanto, la corsia per le auto é scarsamente utilizzitata, quest'ultima potrebbe venire 'sacrificata' per fare piú spazio a chi si muove in bicicletta. 

A chi partecipa al  sondaggio (si puó sapere di piú su fietstelweek.nl, la app é ovviamente gratuita) la possibilitá di vincere, manco a dirlo, una bici fiammante. Ma, se ho imparato a conoscere un pó questo paese, sono sicura, che la maggior parte di quelli che parteciperá, lo fará per puro spirito colloborativo e con il solo intento di rendere ancora piú bike friendly i Paesi Bassi.

In ogni caso, se ne vedranno delle belle. Faranno sentire la propria voce tutti i tipi di bici presenti sul territorio. A partecipare al sondaggio anche le 'velomobile' (nella foto in basso), una specie di supposta su due ruote che, a causa dellla forte velocitá che puó raggiungere, dovrá rispettare delle regole particolari.


giovedì 21 agosto 2014

TUTTI NUDI IN BICI PER PROTESTARE CONTRO IL TRAFICO

SENZA VELI IN SELLA PER IL WORLD NAKED BIKE RIDE

Strabbuzzo gli occhi.
''Sbaglio o quel signore sulla bici, proprio davanti a me, é nudo''?. Nemmeno il tempo di formulare a me stessa la domanda che vengo superata da uno sciame di ciclisti tutti, o quasi, completaente nudi. Succedeva subito prima dell'estate nel centro di Amsterdam. Uomini, donne, giovani e anziani, belli ma anche meno, girano senza niente indosso su e i giú fra i canali della cittá come se nulla fosse. 



Torno a casa, racconto concitata per telefono l'episodio a un'amica che mi chiede se sono sotto l'effetto di alcol. ''No, giuro, erano tutti nudi! In bici! No, non lo so fra l'altro come non si faccia a farsi male!''. 

Segue breve ricerca su Google con cui l'arcano viene svelato. I ciclisti che girano cosí come mamma li ha fatti, in realtá prendono parte alla manifestazione World Naked Bike Ride. Nata in Spagna con il nome 'Ciclonudista', si svolge in piú cittá del mondo ed a Amsterdam é arrivata alla sua nona edizione. Viene fatta per dimostrare contro il traffico nelle cittá e contro l'inquinamento. La sua prossima edizione, segnatevi questa data se siete appassionati di ciclismo e convinti naturalisti, si svolgerá ad Amsterdam il 27 giugno 2015. 

martedì 19 novembre 2013

BICICLETTE: IL BABY? SI PIAZZA SUBITO SUBITO SUL SEGGIOLINO DAVANTI!




Per le olandesi é un must. Anzi é un passaggio standart nella vita di ogni mamma. Quale? Portare il bebé in bici, sul seggiolino davanti, dai primi mesi di vita (bhe diciamo 8, quando la capuzzella rimane dritta) sfidando senza battere ciglio le intemperie che caratterizzano spesso e volentieri questo paese. Ma se per loro questa attivitá ha impatto emotivo zero, per me (e immagino per altre staniere che si sono insediate in Olanda) é passata attraverso un lungo percorso di autoanalisi che ha portato al risultato documentato dalla foto di cui sopra. Insomma, ce l'ho fatta anche io, e adesso, con il piccolo Enrico, 9 mesi suonati, ce ne andiamo girando industurbati per le vie di Amsterdam, io che canto quell'indicabile hit di Cocciante ''Passeggiando in bicicletta tra la la'' (sempre per non scordarci che siamo comunque anche italiani). Come si nota dalla faccia lui é ancora un pó perplesso ma io lo attribuisco al freddo piú che a dubbi sulle mie doti ciclistiche. 

Ma se per me é stata una grande conquista, per loro, le mamme made in Holland, andare in bici con il bebé é solo un granellino in un mare di azioni ai miei occhi da wonder woman, da eroina dei fumetti per cui niente é impossibile. 

Ma facciamo qualche esempio: 

Fra i casi di super attivitá cé'ne é sicuramente una piú importante di tutte: la cura e l'ospitalitá dei bambini degli altri. A frotte. Voi che fate? Invitate un amichetto di vostro figlio a giocare? Noi qua no. Ce ne prendiamo due ma anche di piú alla volta. Mi é capitato di vedere con i miei occhi la mia amica Fabienne portarsi 6 bambini a casa. No non era una festa ma un semplice pomeriggio dopo scuola. Quando le ho manifestato il mio stupore (e la mia ammirazione)  lei ha detto che non era niente di ché perché 3 su 6 erano femminnucce e quindi non avrebbero fatto tanto casino. Per non parlare di Katia che, spesso e volentieri, oltre ai rispettivi amici dei suoi due figli maschi mi aiuta e si porta a casa anche il mio piccolo che gestisce con una nochalance da nanny dei reali inglesi.

Ma, la bicicletta e il suo utilizzo disinvolto, rimane senz'altro  il cavallo di battaglia delle mamme olandesi che non lo usano solo come mezzo di trasporto ma a volte anche come mezzo per trasportare cose. L'altro giorno ho visto una energica e robusta mamma che in bici portava un enorme paralume che quasi la faceva scomparire facendo sembrare lei, la bici e il tutto una specie di grande lampada su due ruote. Ovviamente pioveva. Mi volevo fermare e dirle: ''Signora, scusi, ma che fa? La smetta! Ma se lei mi fa cosí mi alza un pó troppo l'asticella delle cose che per una donna sarebbe normale fare. Se mi fa cosí, la prossima volta che io dovró fare un trasloco e chiederó a mio marito dove sia il camion dei trasporti, mi sentiró rispondere 'quale camion tesoro? Il trasloco qui si fa in bici. Non le vedi le altre donne come sono attive mica una pappamolla come te!''.

Intanto io mi alleno trasportando Enrico e mi godo la mia piccola grande conquista. Devo dire che portare il pupo davanti é bellissimo, meno faticoso di andare su e giú a piedi e sicuramente piú  'ecologico' di prendere la macchina. . Insomma che volete di piú da una mamma on the bike?

venerdì 12 aprile 2013

OLANDA: BICICLETTE, DIMMI COME LA USI E TI DIRÓ QUANTO INTEGRATO SEI

Se non ti piace andare in bicicletta trasferirsi in Olanda potrebbe risultare un vero e proprio incubo. Qui, nella scala sociale dei mezzi di trasporto, le bici occupano senz'altro l'apice. Vincono pure sui pedoni che se non prestano attenzione alle due ruote potrebbero essere investiti senza alcuna pietá. Perché qui é permesso (quasi) tutto ma non intralciare la strada a un ciclista.



Per un neofita della bicicletta, soprattutto se proveniente da un paese dal clima mite, l'uso della bici e il modo in cui questo si evolove nel tempo, rispecchia il grado di integrazione dell'emigrato nel paese stesso. Prenderó me medesima come esempio per spiegare attraverso la mia esperienza questo concetto quasi darwiniano.

IL TRASFERIMENTO, PRIMO APPROCCIO CON LA BICI: SOSPETTOSO.
Quando arrivi in Olanda capisci che quel proverbio (hai voluto la bici? e mó pedala) é stato sicuramente inventato qui. Se ti sei trasferito in un mese invernale passi per lo meno un paio di mesi a chiederti come si fa ad andare in bicicletta con questo freddo boia. Risolto l'enigma (''siamo nati per soffrire'') passi altri 15 giorni a guardare sospettoso la bicicletta, che ricambia sapendo infondo anche lei che sei un dilettante. Finalmente ci provi, sali in sella  nosnostante fuori ci siano diversi gradi sotto zero. Dopo un giro di 3 minuti e mezzo decidi che non é il caso di morire proprio cosí, oltretutto davanti allo sguardo sprezzante di un olandese. Quindi appendi la bicicletta al chiodo e la riprendi a giugno quando (forse) la temperatura sará risalita di qualche grado sopra lo zero. Se la situazione é questa il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE NEL PAESE OSPITANTE é: -2 

UN PASSO IMPORTANTE: PORTARSI IL BAMBINO DIETRO
La prima volta che ho portato mio figlio sul seggiolino della bici (regalatomi guarda un pó da mia suocera) ho vissuto l'evento con lo stesso trasporto emotivo con cui ci si prepara a una gara a livello agonistico. Ho solo fatto il giro del palazzo ma l'idea di avercela fatta senza sfracellarci al suolo mi ha fatto esaltare cosí tanto che  mi ha fatto capire che avrei potuta farcela e portarlo cosí addirittura all'asilo.   Tanto era a un centinaio di metri da casa.  LIVELLO DI INTEGRAZIONE NEL PAESE OSPITANTE: +3

UN ALTRO PASSAGGIO IMPORTANTE: PEDALARE CON LA PIOGGIA
Pedalare con la pioggia é una di quelle cose per cui bestemmi in antico dialetto turco-ungarico e che ti capita praticamente un giorno si e un giorno si. Quindi, se ti vuoi spostare in bicicletta ed evitare i mezzi di trasporto pubblici (arrivati alla cifra record di 2.70 euro a biglietto) devi abbracciarti questa croce, fare finta di non piangere dicendo a chi ti vede lacrimare che é appunto pioggia. Ma soprattutto  evitare di spiaccicarti sulle spietate rotaie di tram che ti minacciano costantemente. Una volta che padali costantemente con la pioggia il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE NEL PAESE OSPITANTE é : 5



UN ALTRO MOMENTO TOPICO: ANDARE IN BICI CON TEMPERATURE POLARI
Andare in bici con per esempio un meno cinque gradi si puó fare, ma solo quando le motivazioni sono molto, molto alte. Per esempio, non hai una lira per prendere il tram, sei sfacciatamente sovrappeso e devi fare un pó di movimento, sei l'unico che non va in bici in tutto il quartiere e ti vuoi sentire all'altezza dei tuoi vicini eccetera eccetera. Una volta affrontato questo momento topico no c'é piú way back e tu e la tua bici siete quasi una sola cosa. Nel senso che ti sei congelato e il ghiaccio ti ha fatto diventare un tutt'uno con questa. LIVELLO DI INTEGRAZIONE: 6 -  

UN MUST: IGNORARE IL VENTO
Il vento si sa é un'altra costante dell'Olanda. A volte tira talmente forte che se ti soffia da dietro le spalle e devi arrivare dall'altro capo della cittá puoi metterci anche 7 minuti e mezzo. Al contrario se ce l'hai di faccia ti puó capitare di pedalare per due ore e un quarto per poi ritrovarti nello stesso posto di partenza. A volte, giuro, mi é capitato di dover pedalare con una certa forza in discesa, anche ripidissima Se ce la fai a giungere nel luogo predestinato senza una paralisi facciale il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE é 7

UNA NUOVA SFIDA: TRASPORTARE IL BIMBO SENZA FARLO DIVENARE UNO STOCCAFISSO
Una volta che l'uso della bici é arrivato a 9 mesi all'anno su 12 (la sfida freddo é quasi completamente vinta) arriva la volta di portarsi dietro il bambino anche se fa molto molto freddo. Non bisogna mai dimenticare che chi pedala, a causa del movimento, un pó si riscalda. Il passeggero, invece, patisce il freddo senza se e senza ma. Una volta mi é capiato che, giunti destinazione, non ho trovato piú sul sellino di dietro Adriano. Al suo posto c'era un cubetto di gliaccio. Abbiamo dovuto prendere l'asciugacapelli per scongerarlo. Se il bambino supera il trauma e riprende a parlare il LIVELLO DI INTEGRAZIONE é 7 E MEZZO

INSEGNARE AL FIGLIO AD ANDARE IN BICI E SPINGERLO PER LE SALITINE
Una volta che il bambino ha imparato ad andare in bici ci dobbiamo preparare ad affrontare una nuova sfida: camminare con la nostra bicicletta accanto alla sua e spingerlo con una mano da dietro la schiena quando non ce la fa a pedalare (Vedi foto in basso). Quello che qui fanno con naturalezza tutti i genitori olandesi a un italiano poco avvezzo a queste pratiche ciclistiche il tutto potrebbe risultare pericoloso. Staccare una mano dal volante per porgerla sul nostro bimbo potrebbe farci irrimediabilmente perdere l'equilibrio con il risultato non solo di cadere ma nello stesso tempo schiacciare il bambino che nonostante la giovane etá potrebbe iniziare a dire molte brutte parole. Oltretutto in olandese, che non é bello mica. Se ci riuscite senza rompervi/gli due costole il vostro LIVELLO DI INTEGRAZIONE é : 8



 PORTARE DUE BAMBINI INSIEME SULLA BICI
Seggiolino avanti, seggiolino dietro. Sembra una bazzecola. Lo fanno praticamente tutte le mamme. Non lo so non l'ho ancora provato ma non credo che lo faró mai. Il mio compagno me l'ha vietato: ha detto che mi devo allenare di piú prima di farlo. Evidentemente teme per l'incolumitá dei bambini. Fa bene direi.  Comunque lo straniero che  ci riesce ed ha pure il permesso del marito olandese ha un LIVELLO DI INTEGRAZIONE pari a 8 E MEZZO.


PORTARE BICI CON IL CARRELLO AVANTI CON I BIMBI E MOLTE COSE DENTRO
Un'atra tipicitá olandese. Eccola in basso la mitica bakfiets dove trasportare bambini, spesa e animali domestici tutti insieme appassionatamente. Ho provato una volta a guidarla ma non sono riuscita nemmeno a a scendere dal cavalletto tanto era pesante. Ma se la usi il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE É 9



PARLARE COL TELEFONINO E POI MANDARE SMS
Ormai, ho detto tutto, lo faccio anch'io: cacciare il telefonino dalla borsa, rispondere e parlare senza infrociarmi contro un muro. Quello che mi viene veramente impossibile, solo da pensare, é mandare gli sms mentre pedali. Eppure in molti ci riescono. Se lo fai il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE é: 9 +


AND LAST BUT NOT THE LEAST:  PORTARE CON UNA MANO UN'ALTRA BICI MENTRE SEI SULLA TUA

Sudo solamente a descriverla questa (assurda pratica). Credo che richieda delle abilitá psico fisiche da trapezzista del circo  Allora funziona cosí. C'é un tizio sulla bici che pedala spensierato e come se nulla fosse. Nel frattempo, al suo fianco, porta disinvolto con una mano un'altra bici vuota. Dove e a chi la porti per me rimane un mistero. La cosa bella é che se ne vedono tanti: perché lofacciano nessuno lo sa. Io faccio finta di niente, non mi interrogo nemmeno piú sapendo che una cosa del genere non la faró mai. Ma se ci riesci il tuo LIVELLO DI INTEGRAZIONE é definitivamente 10

domenica 14 ottobre 2012

NOVITA' PER CICLISTI: L'AIRBAG PER BICI ARRIVA IN OLANDA

NASCOSTO IN UN COLLARE, É SUPER CARO: CHI LO COMPRERÁ?


Sono quelle cose di cui dici: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ed infatti, detta cosí, l'airbag per biciclette potrebbe sembrare utilissimo, soprattutto in un paese come l'Olanda in cui, il numero di biciclette sovrasta abbondantemente quello dei cristiani e dove quindi, un pó inevitabilmente, se non altro per ragioni statistiche, l'incidenza dei 'botti' con la bici é piuttosto alta (non come in Italia insomma dove ''investi il ciclista'', e' ufficialmente entrato a far parte degli sport nazionali). Ma se vi aspettate qualcosa come quella della foto in basso, bhe', vi sbagliate di grosso.




Il nuovissimo airbag per bici arriva dall' avanzatissima Svezia e anche la piu' frustrata fra le fashion victim non esisterebbe a indossarlo. Si nasconde in una sorta di elegante collare-scialle che, una volta presa la botta, si trasforma in un casco gonfiabile che promette di salvarti l' osso del collo.

Questo strumento (vedilo in basso prima e dopo un potenziale incidente) potrebbe risultare particolarmente utile nella famosa e frequentissima caduta procurata dal turista distratto o strafatto. E' praticamente un classico: chiunque si trovi a pedalare dalle parti della stazione o del centro non potra' fare a meno di imbattersi in questo provocatore, seppure involontario, di incidenti ciclistici. Questo individuo, che per comodita' chiameremo I. (che sta per imbecille) ti si para all'improvviso sulla pista ciclabile mentre sfiori i 70 all' ora. Tu, che gia' dal canto tuo non sei un asso nella spericolata e a tratti pericolosa pratica della pedalata disinvolta in centro,  per non investire I. e incorrere in tutte le lungaggini di un possibile ricovero ospedaliero, freni all' improvviso e per evitarlo ruzzoli per 20 metri di pista imprecandogli contro nel tuo dialetto di origine  ma perdendoti per la strada come minimo una rotula. I. capisce che effettivamente ha fatto qualcosa di grosso, si scusa dicendoti 30 volte di seguito 'sorry' e scappa via a procurare il prossimo incidente. Ecco allora il mio spassionato consiglio a tutti gli amici, parenti, conoscenti e affini che vengono in visita ad Amsterdam: sulle piste ciclabili ci vanno solo quelli con la bici, quella con due ruote. Se le si vuole attraversare, non lo si fa all' improvviso ma, come ci insegnato mammina da piccoli, si guarda prima a destra e poi a sinistra. Poi, sui marciappiedi ci vanno i cosi' detti pedoni, quelli con due gambe mentre dove corrono le rotaie pure bisogna stare molto attenti perche' ci corre il tram che non perdona nessuno e investe pure Gesu' Cristo se si trova sul suo percorso. Mentre infine sulla strada normale, quella con i cartelli che avremmo dovuto imparare alla scuola guida, ci vanno le macchine, quelle con quattro ruote.


Ma torniamo al nostro strumento, l'airbag per bici che quindi, fatte questa indispensabile premessa, potrebbe avere tutte le potenzialita' per sfondare e fare breccia nel mercato olandese. Un solo dubbio lacerante, si oppone secondo me al suo successo fra le popolazioni di Amsterdam e dintorni. Gli olandesi (non tutti, per carita') sono tendenzialmente abbasta tirchi. Ora, mi domando, ma voi ce li vedete a cacciare ben 499 euro, che sono parenti stretti a 500, per l' airbag? Che come se non bastasse e', diciamo cosi', pure monouso? Cioe' una volta saltato fuori dal collarino non e' che ce lo puoi rinfalare dentro e correre spensierato verso il prossimo incidente. E no! Lo devi solo buttare via e poi ricoprartene un altro. Sempre secondo loro. Mha, vedremo. Per il momento se venite ad Amsterdam e vi imbattete in qualcuno stampato sul pavimento che indossa quella specie di casco da parucchiere come quello delle foto di sopra, almeno saprete cosa e' successo...






giovedì 7 giugno 2012

BICI IN OLANDA: L'ACCESSORIO DIVENTA FASHION

Scordatevi il vecchio secchiello e le borse da mettere ai lati delle ruote. Sono roba del passato, preistorica.


 Adesso se vai in bici e vuoi portare con te qualcosa di piú o meno pesante non puoi fare
 a meno di fare montare, proprio sopra la ruota anteriore, questo portapacchi (vedi foto sopra). 
Ad Amsterdam ce l'hanno praticamente tutti (anche io, modestamente) ed anzi se non ce l'hai sei un pó sfigato. Ecco. Nel paese da tutti considerato anti-fashion (quanto volte ho sentito, ''gli olandesi si vestono male''. per inciso, non é vero), la moda si scatena sul simbolo, l'icona di questo Paese: la bicicletta. 

Ma, direte voi, cosa ci faccio io di questo coso brutto sulla bici? Ebbene, é solo una base per poggiare i vostri cestelli. Il piú popolare? Quello rubato al supermercato che normalmente si usa per la frutta. Ma la fantasia dei fietsmakers (i bicicletai) é andata ben oltre e, fiutato l'affare (come sempre in Olanda se esiste una sicurezza é questa: si inventano i modi piú disparati di fare soldi), si sono scatenati a inventarsi qualcosa di  'oltre'. Che dire di questo porta oggetti in verde pisello? Perfetto per mamma che va a fare la spesa e che ci mette dentro tutte le verdurine che ci piacciono tanto!



O di quest'altro? In grigio. Ottimo se stai andando al lavoro indossando un taieur con simili nuances.



L'appassionato di scampagnete ama invece questo qui in basso. Mentre pedali e trovi un posto carino dove fare un pic-nic lo stacchi e stai a postissimo.

La mia amca Maaike invece ne ha uno come quello nella foto qui sotto. In piú il suo si fregia anche del manico. Quindi lei quando arriva in un posto, parchegga la bici, stacca il cestello e se lo porta a mó di ''quel mazolin di fiori che vien dalla campagna'' dovunque vada.


Ancora indecisa su quello da adottare, ho preso tempo e per ora vado in giro con il solo portapacchi senza cestello. E' una scelta importante. D'altronde, a ciascuno il suo Bike Style.

domenica 22 aprile 2012

BICI OLANDESI, FAMOLO STRANO


Certo é che in Olanda, in fatto di bici, se ne vedono delle belle. E sopratutto di strane. Se é vero infatti che su 29 mila chilometri di piste ciclabili sparse per tutto Paese, ne girano circa 16 milioni (a fronte di una popolazione di quasi 17 milioni di persone), non pare poi cosí bizzarro che quello che qui é considerato il principale mezzo di trasporto -da chi ha 3 fino a chi ha 99 anni- si sia evoluto e sia stato  declinato nelle piú diverse forme e colori.  Cosí quasi nessuna mamma con 2 o piú bambini puó rinunciare alla Bakfiets (vedi foto sotto), una bici con attaccato davanti un carrelo, quasi sempre di legno, in cui vengono ammucchiati fino a 4/5 bambini. Una volta ho provato a guidarla e, anche se era vuota, é stato un completo fallimento.  



Ma quella che ultimamente mi ha piú stupita, per non dire turbata, é quella che io chiamo la bici-supposta (ma ad accaniti fumatori potrá sembrare anche una navicella spaziale su due ruote). Ebbene si. A volte, pedalando, potrebbe capitare di vedersi arrivare da dietro ad una velocitá piuttosto sostenuta una specie di supposta gigante, dai colori quasi sempre fluorescenti. Una volta scartato che sia una allucinazione/metafora dell’ultimo periodo della propria vita, si capisce che é semplicemente una bici chiusa, coperta,  in cui si guida nelle due versioni seduti o supini, insomma pare comodi. Se guardate la foto qui sotto capirete che non me lo sto inventando, esiste davvero! Per di piú, la persona alla guida é quasi sempre un tipo come quello immortalato in questa immagine. Sguardo truce, capello al vento, ghigno diabolico e occhiale alla ‘Matrix’, supera il banale ciclista a tutta velocitá con lo sguardo ‘’spostati sfigato con quella carrucola’’. Questo mezzo  gira indisturbato anche nella versione scoperta e, secondo me, si puó tranquillamente annoverare nell’immaginario  catalogo delle piú pazze bici olandesi.


A fargli la concorrenza c'é la bici con pedali a mano. Cioé non si pedala con i piedi ma con le mani (vedi  foto sotto). Anche i proprietari di quest’ultimo, girano quasi sempre con una certo atteggiamento di spocchia (anche se sono di gran lunga meno arroganti di quelli della bici-supposta).


Personalmente amo sempre immaginare che i ‘personaggi’ che le guidano vengono da lontano, molto lontano. Se non da Marte (ma ci potrebbe tranquillamente stare) dal profondo sud dell’Olanda, diciamo da Mastricht. Tutto é possibile in un paese che, volendo, si puó interamente percorrere in bicicletta. Ed infatti io non mi stupisco piú quando andando sul ‘Roeteplanner’, il  sito in cui si chiede di tracciare la rotta da un luogo all’altro (anche dai due pizzi estremi del paese), oltre alla posssibilitá di farsi calcolare il tragitto in macchina (buuuu), in treno (doppio buuu), con mezzi pubblici vari (da tiro di 'coppetielli' dietro) a piedi (???), viene anche proposta l’alternativa del percorso in bicicletta. Io per una lunga distanza onestamente non so se lo farei mai. Ma forse, con la bici/supposta un pensierino ce lo farei…E voi???

giovedì 5 aprile 2012

BICI DELLA NONNA UN CAVOLO

La chiamano la 'Oma Fiets',  la bicicletta della nonna. Lasciando cosí intendere che questo particolare tipo di bici sia facile, facilisima, da utilizzare. Se anche una vecchietta ci sale in sella, chssá io che peripezie saró in grado di fare, pensa l'uomo medio, quello della strada, quello che in Olanda ci é arrivato solo in etá adulta. E invece no! E' uno dei mezzi di traspoto piu 'subdoli e pericolosi in cui un italiano si possa imbattere. Per una ragione su tutte: non ha i freni (vedi foto). O meglio, li ha, ma sono i cosídetti (malefici) freni a pedale. Questo significa che mentre si é lanciati a velocitá per una bici comunque elevate, si deve portare i benedettissimi pedali all'indietro producendo un innaturale effetto frenata che, minato irrimediabilmente il proprio equilibrio, porta, se non si é sufficientemente allenati, a schiantarsi contro il primo oggetto contundente che si para sul proprio tragitto.  E che, se si é fortunati, é un semaforo (che inizia cosí ad oscillare minacciosamente), ma che se lo si é meno é una macchina (il cui proprietario bestemmiato a dovere si appropinqua a scendere). Il tutto fra i sogghigni degli astanti, cittadini ovviamente perlopiú olandesi (gli stranieri quasi sempe ti mostrano una certa pietá), che capiscono subito che tu, proprio, non ci sei nato come loro sulla bicicletta. 

Ecco, io ora questa carissma Oma Fiets, l'ho iniziata a usare da circa una settimana. Sette giorni di terrore, sette giorni che rischio la vita, sette giorni che mio figlio che mi pedala a fianco come un centauro consumato mi guarda schifato e mi urla nella sua lingua 'Mamma wat doe je'? (Mamma, ma che fai???). Ora, non solo uno suda freddo ogni volta che si muove da un luogo all'altro ma si deve pure sentire umiliato da uno di 5 anni  che,  nonostante sia tuo figlio, ti esorta in un'altra lingua a darti un certo contegno. Voi che fareste? Io ho deciso: la domenica mi vado ad allenare in stradoni senza macchine cosí come si faceva quando bisognava imparare a guidare la macchina a 18 anni. Ma questa, poi mi dico, é una bici, la bici della nonna! Bici della nonna un cavolo.