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giovedì 13 dicembre 2012

COFFEE SHOP: LA GRANDE BEFFA DELLA NORMATIVA OLANDESE

I coffee shop possono vendere erba e fumo. Ma non possono aacquistarli. E' vietato. Come arrivano quindi le droghe leggere al loro interno? Mistero.

E' questa, in poche parole, la grande 'beffa' della normativa olandese sul fumo: i coffee shop vendono, a volontá, secondo un principio non di legalizzazione ma bensí di tolleranza (la cosí detta gedoogbeleid) e pagano per di piú  le tasse su ció che vendono. Ma, secondo legge, non possono acquistare dai 'rivenditori all'ingrosso' e da chi produce (ed infatti anche la produzione é illegale). La polizia, che dovrebbe fare i controlli, chiude quindi un occhio quando i coffee shop devono rifornirsi. Strano no? O almeno a me questo aspetto ha colpito parecchio. Come un altro, alquanto bizzarro.

I coffee shop, questa volta secondo legge (vera e propria) possono avere al loro interno una quantitá massima di droghe leggere. Che é anche abbastanza bassa. Questo vuol dire che piú volte nell'arco della giornata, una  volta che il Coffee shop ha esurito la sua 'scorta', deve rifornirsi. Ecco quindi che dei galoppini inviati da chi vende ai bar del fumo fanno avanti e indietro per rifornirli nuovamente. Questi corrieri, chiamiamoli cosí, non solo devono vedere di non essere beccati dalla polizia ma anche da altri fetenti di merda che, come si dice a Napoli, li vanno secutando per rapinarli del malloppo di cui sono portatori. Mha.... Insomma tutto un pó confusionario con un quadro normativo alquanto scollegato. Ma tant'e'. E' l'Olanda bellezza. D'altronde lo spiegava bene anche Vincent Vega in Pulp Fiction (vedi scena in basso).



Nonostante tutto questo, alcune regole rimangono infrangibili. Per esempio, e' assolutamente vietato vendere ai minori di 18 anni nei cui confronti si sta dipanando una forte campagna allo scopo di tenerli il piú lontano possibile dai Cofee shop. Entreranno a breve in vigore infatti multe e sanzoni per chi viene beccato a fumare a scuola o nel suo stretto circondario. Non solo. Entro il 2014 dovranno chiudere tutti quei Coffee shop che si trovano a una distanza inferiore ai 250 metri dalle scuole. Tradotto in numeri questo vuol dire che sui 220 Coffee shop presenti ad Amsterdam 70 chiuderanno i battenti.

La lotta al fumo fra i piú giovani nasce da una consapevolezza tutta nuova che si sta facendo sempre piú largo nella societá olandese. A lungo, infatti, si é creduto che le droghe leggere non provocassero alcuna dipendenza. Sbagliato, dicono i numeri. La cifra delle persone in cura per disintoccarsi da erba e fumo,  dicono le fondazioni Jellinek e Trimboos, ha toccato nell'ultimo anno quota 11mila (si conta che in Olanda ci siano circa 29 mila dipendenti). Certo,   viene spiegato dagli esperti, le droghe leggere portano minore dipendenza rispetto a sostanze come la cocaina ma, soprattutto  in soggetti tendenti a depressione o altre patologie si puó avere un impatto a queste molto simile.

Un altro dei problemi con cui é necessario fare i conti, in particolare Amsterdam, é quello legato alla crescita del Thc (in pratica la sostanza che dá lo 'sconvolgimento') presente in erba e fumo. Qualcuno, anzi sempre piú, non reggono. Infatti spesso passando davanti a un Coffee shop non é insolito vedere qualcuno stramazzato, nel senso di addormentato o 'imparanoiato', che per la 'botta', specialmente dell'erba troppo potente, ha registrato effetti diciamo cosí, indesiderati. Ed infatti nella cosí detta Nederwit (l'erba prodotta in Olanda) la concentrazine di Thc -secondo dati ufficiali pubblicati dalla fondazione Trimbos- é passata dall '8,6% del 2001 al 20,4% del 2004 per poi scendere al 16,5 del 2011 mentre il fumo é arrivato al 29,6% di Thc. Tutto questo a fronte della quantitá massima di Thc consentita dal governo che é stabilita nel 15%. Come a dire un capatone non indifferente su cui anche i locali fumatori esperti consigliano di stare attenti.

giovedì 1 novembre 2012

CONTRORDINE: I COFEE SHOP NON CHIUDONO PIÚ

SCOMPARE IL WIET PAS: PER I TURISTI NESSUN DIVIETO DI ENTRATA



I turisti potranno tranquillamente continuare a entrare nei Coffee shop di Amsterdam. E' caduto infatti definitivamente il provvedimento, il cosí detto wiet pas, che prevedeva dal primo gennaio 2013 l'accesso  ai coffee shop ai solo residenti regolarmente registrati. 

Il provvedimento, varato dal precedente Gabinetto, é venuto a cadere una volta costituitasi, all'indomani delle nuove elezioni, la nuova colazione formata dal VVD di Mark Rutte e dal Pvda. Ad annunciarlo in una intervista al quotidiano 'de Volkskrant' il sindaco di Amsterdam Eberhard van der Laan (nella foto in basso). Amatissimo nella Capitale, il primo cittadino, avvocato di grido in Olanda, aveva da sempre manifestato la sua contrarietá alla nuova legge sul fumo. Alla base delle principali contestazioni al wiet pas c'era la preoccupazione  di 'trasferire' per srada, aumentandone quindi il commercio illegale, la vendita delle droghe leggere. 



Quello che il sindaco invece non dice é che, se il provvedimento fosse stato mantenuto, propbabilmente l'economia della Capitale avrebe subito un non indifferente contraccolpo. Ed infatti su 7 milioni di persone che ogni anno visitano Amsterdam 5 milioni si recano nei Coffee shop. E' proprio nella Capitale che si registra la piú alta concentrazione di Coffee shop, 220, circa un terzo del totale dell'intero Paese. 

mercoledì 27 giugno 2012

COFEE SHOP: ANCORA PROTESTE CONTRO IL WIET PAS

Non si arrendono. Anzi, tornano in piazza piú battaglieri che mai. E' il popolo della Cannabis, formato da quelli che proprio non ci stanno al cosí detto 'wiet pas' (in olandese, letteralmente, lasciapassare per l'erba). A partire dal primo gennaio 2013, infatti, l'ingresso nei cofee shop di Amsterdam sará bandito ai turisti mentre i residenti saranno costretti a registrarsi in uno speciale 'albo'che gli dará la possibilitá di acqustare, attraverso il rilascio di un tesserino, i piú comunemente conosciuti come fumo e erba.

Domenica scorsa, quelli che dicono 'no'al wiet pas si sono dati appuntamento a Westernpark, il parco di Amsterdam da qualche anno risorto e convertito in centro multi-culturale (si trova di tutto un pó: da un cinema che dá grande spazio a produzione alternative a un  teatro, dal club techno-huose Wester Unie fino a una piccola fattoria dove i bimbi possono giocare fra galline e pecorelle) e hanno fatto sentire la propria voce contro la nuova legge. Nella foto in basso due manifestanti, che non sembrerebbero nemmeno due giovincelli  in preda ai primi entusiasmi da canna, mettono a confronto il numero di persone decedute causa tabacco (19.357) e alcol (3.855) con quelle decedute causa uso cannabis (0).



In realtá il wiet pas é giá entrato in vigore in alcune cittá olandesi fra cui Mastricht, luogo di confine che da sempre attraeva gente dei paesi limitrofi (Germania, Belgio e Francia) che si recavano lí 'in gita' proprio per acquistare droghe leggere. Ecco quindi, all'indomani del provvedimento, apparire sulle strade cartelli come quelli della foto in basso che mettono in guardia i turisti sull'entrata in vigore delle nuove norme: new rules, no drugs, appunto.


Tornando alla manifestazione non bisogna omettere di dire che il tutto ha assunto una conotazione abbastanza politica. Ed infatti gli organizzatori non si sono limitati a gridare slogan contro il provvedimento, ma hanno invitato i manifestanti a non votare alle prossime elezioni del 12 settembre (in Olanda si sceglierá il nuovo governo recentemente caduto) quei partiti, evidentemente di destra, che sostengono il provvedimento. Come dire, l'ultima parola non é ancora detta.


venerdì 27 aprile 2012

COFFEE SHOP, IO (TURISTA) NON POSSO ENTRARE


Panico nel mondo del turismo da canna. In Olanda é iniziato il conto alla rovescia per la prossima entrata in vigore del ‘wietpas’, un tesserino che verrá richiesto per poter varcare le porte di un coffeeshop  e che verrá concesso solo a chi é residente in Olanda  (e oltretutto solo nella cittá in cui s é registrati) mettendo cosí alla porta i turisti che da sempre, in massa, si recano  ad Amsterdam e dintorni per fumarsi una canna “in santa pace’’.


Ed infatti dal prossimo primo maggio si parte con la sua introduzione nelle province di Limburg, Brabant e Zeeburg mentre il resto del paese, e cosí anche Amsterdam, dovrebbe seguire a ruora a parire da gennaio 2013. Dovrebbe, perché all’indomani della crisi di gabinetto che ha visto le dimissioni del premier Mark Rutte, il futuro sui provvedimenti in corso appare alquanto incerto e nebuloso.
La nascita di questo tesserino é stata concepita per scoraggiare e tenere alla lontana quelli che vengono definiti i ‘drugstoeristen’, i turisti della droga e tutti i conseguenti fastidi che, secondo alcuni, da loro direttamente derivano. In primo luogo gli schiamazzi nel prossimo circondario dei coffeshop la cui esistenza, fino a poco fa pacificamente ricosciuta quasi unanimamente, viene ora messa sempre piú spesso in discussione. Oggi, tanto per fare un esempio, i circa 650 coffeeshop del paese devono trovarsi a un minimo di 250 metri dalle scuole. Ma se passa la proposta del CDA la distanza potrebbe passare a 350 metri.

Il wietpas, letteralmente lasciapassare per l’erba, in sostanza trasformerá i coffeeshop in club privati, chiusi, dove potrá entrare solo appunto chi é in possesso di questo fantomatico tesserino. Per averlo bisognerá quindi registrarsi, fornendo i propri dati personali. Ed é questo uno dei punti piú controversi e dibattutti: la violazione della privacy. Quasi nessuno, ovviamente, vuole registrarsi ufficialmente come cannaiolo. Ed ecco perché ad oggi nelle cittá in cui fra 3 giorni scatterá la sua introduzione, ci sono al momento pochissime richieste.
Inoltre, secondo la nuova norma, ogni coffeshop potrá avere un massimo di 2000 iscritti ed ogni persona non potrá comprare al giorno piú di 5 grammi fra marihuana e hashis. Di per se, giá abbastanza, se se si pensa che in questo modo i residenti potrebbero facilmente trasformarsi in potenziali spacciatori e lucrare sulla voglia di canna dei turisti. Ed é questo il secondo grande punto di discussione. In questo modo, si dice, si rischia di portare la vendita delle droghe leggere in strada. Aumentando, invece che diminuire, la piccola criminalitá con la conseguente diffusione del ‘’commercio sottobanco’’.

Ad osteggiare e dire un no deciso al provvedimento é soprattutto Amsterdam. Si  parla di discriminazione fra residenti e turisti (‘’perché chi vive qui puo’ acquistare e fumare e chi viene da fuori no? In base a quale principio?’’, si chiedono in molti fra i giovani ‘amsteddamer’). E non é un caso che a schierarsi apertamente contro il provvedimento sia Erberhard van der Laan, il sindaco della capitale olandese, che ha piú volte ripetuto di non vedere alcuna’’salvezza’’ nel provvedimento. Per ora il dibattito su Amsterdam resta  aperto. Intanto giovani, giovanissimi e non solo scendono in piazza per manifestare. Il 21 aprile scorso si sono riuniti a Piazza Dam gridando slogan contro l’introduzione del tesserino e bandendo un semplificativo cartello che recitava '' WIET PAS SMOKE MY ASS’’. Tutti, chiaramente, con una canna in bocca.