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venerdì 19 febbraio 2021

PATTINARE SUL GHIACCIO: OGGI COME 400 ANNI FA SPECCHIO DELL'OLANDA

         

Hendrik Averkamp - Winter Landscape 1608 c. (Rijksmuseum, Amsterdam)


 
                             

A prima vista, lanciando solo uno sguardo distratto, le due immagine che vediamo pubblicate in alto sembrano identitiche.

Ma in realta' si tratta rispettivamente di un antico dipinto e una recentissima foto. 

Mostrano esattame te la stessa cosa: gente che pattina sul ghiaccio in un paesaggio olandese pressoche' simile. Il bello e' che fra le due immagini intercorrono piu' di 400 anni di distanza. 

Non importa perche' il filo rosso che unisce la societa' olandese dai suoi albori fino ai giorni nostri e' proprio questo sport/passatempo antichissimo ma soprattutto amatissimo. Dopo anni in cui non era stato piu' possibile pattinare sul ghiaccio a causa delle temperature troppo alte, lo scorso week end e' avvenuto il miracolo. Ha nevicato, le temperature sono andate sotto lo zero e in pochi giorni ogni corso d'acqua che si rispetti, dal piu'insignificante fiumiciattolo, ai leggendari canali del centro Amsterdam, si e' ghiacciato. Tutti, praticamente nessuno escluso, si sono riversati a pattinare su questa pista 'naturale'.

Una grande festa, una esplosione di gioia, una specia di danza liberatoria durante un lockdown rigidissimo che ha regalato, anche grazie a ben tre giornate di sole, uno spettacolo della natura meraviglioso dove l'uomo sembrava in piena armonia con la natura. 

Ed oggi come allora questo 'evento' si e' rivelato lo specchio senza filtri della societa' olandese. C'erano tutti:  giovani, anziani, poveri, ricchi,  gente del posto ma anche stranieri. C'era chi e'costretto su una sedia a rotelle, chi camminava solamente sul ghiaccio. Le belle biondone in abiti firmati e i ragazzi mussulmani con la tunica. C'era chi scendeva a pattinare dalla scaletta della propria house boat e chi aveva improvvisato una sorta di baita fuori la propria casa sul canale. C'erano i ragazzi che si cimentavano in partite di hockey e c'erano i papa' e le mamme che trascivano i bambini sullo slittino o semplicemente su una sedia. Per tutti divertimanto assicurato.

Insomma uno spettacolo imperdibile dove nessuno ha resistito a riversarsi sul ghiaccio . 

Proprio come avveniva durante il secolo d'oro olandese e come mostra il quadro che e'pubblicato in alto. Un quadro importante, uno dei miei preferiti nella collezione del Rijksmuseum di Amsterdam. L'autore si chiama Hendrick Avercamp ed e'passato alla storia della pittura proprio per questi suoi paesaggi invernali. Sordo e muto era considerato lo scemo del villaggio. Oggi e'celebrato in tutto il mondo (pare che la regina Elisabetta sia una sua collezionista)  proprio per queste riproduzioni cosi 'minuziose della societa'olandese alle prese con una quotidianita' fatta di paesaggi ghiacciati. 

Nel mio lavoro di guida, mi soffermo sempre davanti a questo quadro.  E' spettacolare perche' e' popolato da piú di 400 colorate figure. Tutte hanno a che fare con il ghiaccio.  Ogni volta si scoprono particolare nuovi, non importa quante volte lo si e' gia' visto. Anche li' ci sono i signori in abiti eleganti che pattinano, i piu' umili che magari tirano il carretto o chiedono l'elemosina, chi gioca a colf (il golf dell'epoca), una immancabile locanda/birreria.

Averkamp dipinge un'Olanda dove uno scenario del genere era piu'che frequente. Un clima freddo, freddissimo, da era glaciale (si moriva allora anche per il freddo). 

Non come oggi dove l'arrivo della neve e poi del ghiaccio e' stato accolto come una sorta di sorpresa graditissima ma inaspettata. 

La festa in ogni caso e' durata poco e a rovinarla ci ha pensato la pioggia. Le temperature sono salite bruscamente fino ad arrivare pare il prossimo week end ai 14 gradi (sopra lo zero) con, quindi, rispetto allo scorsa settimana una escursione termica di ben 35 gradi...

Basti solo questo per commentare i cambiamenti climatici, il resto ce l'ha gia' detto Greta. 

Ora si guarda verso la primavera con la speranza che il prossimo inverno restituisca la stessa straordinaria esperienza degli ultimi giorni. 

Intanto per farvi un'idea anche visiva desli straordinari giorni che ci siamo lasciati alle spalle, vi rimando a una galleria di immagini curata dalla fotografa Katarzyna Roguska

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martedì 12 maggio 2020

AMSTERDAM: RIAPRONO LE SCUOLE, GENITORI IN FESTA



Genitori in fila con distanza di sicurezza che aspettano di far entrare i bambini a scuola

Penso non di non aver visto mai tanta gente felice tutta insieme. No, non era un matrimonio, una festa, un rave, un concerto, un battesimo o una comunione.
Era semplicemente il primo giorno di riapertura delle scuole in Olanda dopo la chiusura per Corana virus.

I soggetti felici in questione, con sorriso Durbans 54 denti, non erano ahime' i bambini ma i genitori che non potendosi abbracciare si scambiavano sguardi di beatitudine con muscoli facciali finalmente in rilassamento.
Gente che conosco di vista da anni, e con cui non mi sono mai scambiata un saluto, improvvisamente questa mattina si sbracciava e mi guardava con la faccia da  ''adesso si che andra' tutto bene''.
Potenza delle pandemie.

Ma partiamo dai fatti di cronaca. Da ieri le Basis school'', che all'incirca costituiscono le nostre elemnatari e medie insieme (si entra a 4 e si esce a 12 anni) hanno riaperto i battenti in Olanda.

Le classi sono state dimezzate per rispettare le distanze di sicurezza cosi'  la maggioranza dei bambini andra'a scuola 2 o 3 giorni alla settimana. Per quelli a casa si continua con il mezzo di tortura piu' truce a partire dal medioevo: le lezioni e i compiti on line.
Una maledizione divina che si e' abbattuta con una violenza senza precedenti sui poveri genitori.
(Poi dovete sapere che le mamme e i papa'olandesi hanno particolarmente sofferto e faticato ad adattarsi piu' degli altri colleghi' degli altri paesi europei. Nei Paesi Bassi, infatti, nella maggioranza delle scuole non si assegnano i compiti. Zero. Quindi mentre per esempio in Italia uno lo sa gia' che suo figlio e' un somaro o un secchione, qui ci si e'dovuti confrontare per la prima volta con la amara (o dolce per i piu' fortunati) realta'. (''Ma come mi avevi detto che eri il primo della classe e non sai nemmeno qual'é  la capitale dell'Uganda'', osservazioni cosi' insomma sono entrate nella quotidianita'di tutte le famiglie con figli in eta' scolare).

PROTOCOLLO SICUREZZA

Ma siccome niente viene aperto se non lo si fa in assoluta 'sicurezza', ecco ovviamente stilato  il protocollo sicurezza della scuola:

Punto primo:
i bambini si dovranno lavare le mani fra le 70 e le 85 volte a mattinata.
Praticamente passeranno piu' tempo in bagno che a studiare.

Punto secondo:
ogni classe entrera' da una diversa parte dell'edificio. Essendoci poche entrate e tante classi alcuni bambini verranno fatti arrampicare da porte finestre che molto probabilmente gli procureranno contusioni di una certa severita' che li costringeranno a rimanere di nuovo a casa.

L'entrata della scuola dove i genitori aspettano pazientemente in fila per l'entrata

Puntpo terzo:
si entra a orari scaglionati. I piu'sfortunati si dovranno trovare davanti al portone alle 5 del mattino.
ce ne sono altri invece che entreranno alle 14 ma potranno usufruire di una sola mezz'ora di lezione perche' tanto la scola finisce alle 14,30.

Punto quarto:
per entrare ovviamente ci si dovra'mettere in fila (vedi foto sopra) con distanza l'uno dall'altro di 1 metro e mezzo.
Alcuni sono costretti a mettersi in fila la sera prima altrimenti non ce la faranno mai ad essere in tempo per la loro fascia oraria. Alcuni genitori si sono dotati di tende e campeggiano allegramente furi dal portone della scuola. Mentre aspettano il loro momento di entrata fanno finta di essere in vacanza. (gli olandesi amano unire l'utile al dilettevole).

Punto quinto:
i bambini vengono prelevati a orari scaglionati e una volta a casa vengono sanificati e tenuti in una stanza da soli (e a volte al buio se non si sono comportati bene a scuola). Insomma in quarantena finche' non potranno andare a scuola nel giorno a loro assegnato.

Ma questo e'solo l'inizio di una lunga serie di protocolli piu'o meno simili  che verranno stilati in vista dell'apertura, il primo giuno, di molte altre attivatita' fra le quali musei , cinema ,teatri e le famose terrazze. Queste ultime, gettonatissime punto di ritrovo durante il periodo estivo, costituiscono gli spazi all'aperto di bar e ristoranti che allínterno pero' verrano preclusi al pubblico.
Insomma, a questo punto, speriamo solo che non piova.

Seguitemi per i protocolli delle prossime aperture.....

giovedì 26 dicembre 2019

AMSTERDAM ELEGGE IL PRIMO SINDACO DEI BAMBINI

                                              Il momento ell'elezione del primo cittadino dei bambini

Si chiama Ilias, ha 11 anni ed e' diventato il sindaco dei bambini di Amsterdam.  Il primo che la citta' abbia mai eletto nella sua storia. E' stato lo stesso consiglio comunale della capiatele olandese (quello composto da adulti) a decidere che questa nuova figura venisse istituita. Lo scopo e' quello di rendere la citta' di Amsteram ''ancora piu' vivibile e piacevole'' per i suoi piccoli abitanti.

Ma cos'e' un sindaco senza i suoi fidati consiglieri? (si a questa eta', sono ancora fidati..)
Ecco che ad affiancare il primo cittadino ci sara' un consiglio di 12 bambini scelti fra le scuole di Amsterdam.
Ma quali sono esattamente i compiti del mini sindaco?
Inanzitutto dovra' aiutare gli altri bambini a saperne di piu' su importanti materie come democrazia, politica e partecipazione.
Dovra' inoltre rendere i piu' piccoli coscienti dei loro stessi diritti e, partecipera' a determinati eventi fianco a fianco al suo speculare aduto, il  sindaco della citta' Femke Halsema. 
E, quando ce ne sara' la necessita', terra' anche tanto di mini discorso. 
Fra le occasioni ufficiali in cui e' richiesta la sua presenza, le commemorazioni del 4 e 5 maggio quando i Paesi Bassi ricordano tutte le vittime della seconda guerra mondiale per poi subito dopo festeggiare la liberazione, la celeberrima festa del Re il 27 aprile e naturalmente l'arrivo nel Paese, a fine novembre, di Siterklaas, il mitico Babbo Natale Olandese. 
Dal canto suo, il Consiglio dei bambini non stara' con le mani in mano. Si riunira' 4 volte all'anno (nella altisonante sala consiliare del Comune) e redigera' una lista di tutte le materie ritenute importanti da trattare e su cui si possano fare dei miglioramenti. 
Inoltre, si legge nell'atto costitutivo, uno dei membri del consiglio sostituira' il sindaco quando questo sara' impossibilitato a svolgere le sue funzioni (quale bambino non si prende un febbrone ogni tanto???).
Sara' poi il piccolo rappresentante dei giovani cittadini a riportare al consiglio comunale di Amsterdam cosa  sia di fondamentale importanza affrontare e quali siano i desideri e le aspettative dei bambini rispetto a determinate materie. 
Scelto da una giuria specializzata fra 67 candidati, il neo primo cittadino, all'indomani dell'elezione, ha dichiarato: 
''Come prima cosa voglio che tutti i bambini si sentano al sicuro ad Amsterdam e che vengano trattati bene''. 
Chapeau!

Ilias e' solo l'ultimo degli insoliti sindaci che governano ad Amsterdam nelle piu' disparate materie. 
Per citarne solo due:
-il sindaco delle biciclette Katelijne Boerma, costantemente impegnata per le sicurezza (e non solo) delle piste ciclabili e 
il sindaco della notte Shamiro van der Geld che si cimenta in tutte le materie che hanno a che fare con la vibrante vita notturna/clubbing della capitale.

Ebbene, non ci resta che augurare buona fortuna ad Ilias. In attesa che venga istituita, perche' no a questo punto, la figura di mini premier.

lunedì 26 marzo 2018

PILLOLE (NON NOCIVE) DA AMSTERDAM E DINTORNI (PART III)

Benvenuti ancora una volta nel breviario di piccole, pazze ma succose notizie dai (e sui) Paesi Bassi.
Hanno colpito me, spero che come un boomerang colpiscano anche voi!
.



LA PUBBLICITÁ OMO CHE METTE IN CRISI GLI OMOFOBI
Diciamo pure che questa volta i creativi olandesi non hanno lasciato spazio all'immaginazione e sono andati subito al sodo senza troppi giri di parole. O meglio di immagini. Questo cartellone pubblicitario che vedete in alto con due uomini che si baciano in maniera a dir poco appassionata e che reclamizza una marca di vestiti, ha invaso un pó tutta Amsterdam dove ha campeggiato per diverso tempo soprattutto alle fermate dei tram. Fino a che...sono scomparsi, pare la maggior parte distrutti da omofobi offesi ed arrabiati i quali, in preda a crisi di isterismo, li avrebbero strappati pezzettino pezzettino. Pare che l'azienda abbia perduto in seguito alla audace campagna anche migliaia di follower su Facebook ed Instagram. Da un pó di tempo i cartelloni sono completamente spariti. Passo indietro o scaltra manovra pubblicitaria? ci domandiamo noi..  





PRINCE...IS BACK
Dopo Londra arriva ad Amsterdam My name is Prince, la mostra ufficiale sull'artista scomparso circa un anno fa che ha aperto i battenti l'8 marzo e che si concluderá l'8 giugno. Pare che sia imperdibile non solo per i fan di Prince. Ed infatti tutti quelli che ci sono stati concordano su una cosa: dá effettivamente una visuale unica e diretta sulla vita dell'artista.  Centinaia sono gli oggetti esposti al Beurs van Berlage di Amsterdam, la location espositiva a due passi da piazza Dam. Fra i tanti, strumenti musicali come la chitarra che ha segnato il suo debutto in tv, alcuni degli abiti di scena usati per memorabili tour come quello di Purple Rain, testi scritti a mano e gioielli. Il tutto raccolto dagli archivi degli storici studi Paisey Park. My name is Prince si nserisce (pare perfettamente) nel solco delle ultime generazioni di mostre di successo su grandi star come David Bowie Is. Ecco... per chi é in vacanza ad Amsterdam tentato di andare a vedere artisti finti al museo delle cere consiglierei di andare a vedere pittosto qualcosa di vero su un artista il cui nome é giá entrato nel mito. 



L'AMORE AI TEMPI DI KEUKENHOF
E come si fa a scrivere un post a marzo senza parlare di Keukehof? Il regno dei tulipani ha appena aperto e quest'anno fará sognare tutti gli innammorati con il tema Romanticismo. L'amore raccontato con i fiori ha fatto sbizzarrire gli architetti del piú grande giardino olandese che hanno puntellato il parco con riferimenti piú che espliciti al romanticismo. Questo gigante paio  di occhiali rosa qui in alto mi ha fatto letteralmente impazzire.  Fa chiaramente riferimento allo stupendo idioma inglese (che purtroppo non esiste in italiano) 'to wear pink glasses', espressione spesso usata per riferirsi alle prime fasi dell'innamoramento quando tutto il mondo sembra piú bello. Piú rosa 


DONAZIONI, NON RISPONDI ALLE LETTERA? I TUOI ORGANI VERRANNO DONATI 
Questa notizia mi ha fatto venire la pelle d'oca. 
E' la maniera in cui il governo olandese ha deciso di incentivare le donazioni di organi. 
Avverá attraverso una legge, ovviamente, che andrá in vigore a partire dal 2020 e il cui slogan che vedete in alto, tradotto significa: Salvare una vita. La hai in te. 
Ed infatti la nuova normativa prevede che quando compi 18 anni ti arriva una bella letterina a casa dove ti si chiede di fare una scelta. Ovvero A) autorizzi a donare -tutti o alcuni- dei tuoi organi, B) non dai l'autorizzazione alla donazione, C) chiedi che i tuoi congiunti decidano per te. 
Per dire il vero anche fino ad ora era cosí. Dal 2020 peró ci sará una piccola ma non insignificante variante. E cioé che se a questa letterina non rispindi, dai  automaticamente autorizzazione a far espiantare i tuoi organi in caso di morte. Secondo alcuni politici é questo il modo migliore per indurre le persone a fare una scelta. Ma quale? Secondo i sondaggi a favore della donazione per cui propenderebbe il quasi 60% della popolazione .   


DORMIRE IN STRADA NON SI PUÓ (MA CHI VUOLE...???)
Ed infine questo cartello fantastico che vedete qui in alto e che mi ritrovo davanti ogni volta che vado a lavorare e che mi fa venire troppo da ridere. Vietato dormire per strada con l'omino che gli escono le zzzzz dalla bocca come si stesse facendo un sonno eccezionale. Ma chi, CHI? mi domando io puntuale quando vedo questa insegna, si mette a ronfare su questa strada dove anche il 15 agosto tira un vento freddo che fra poco te ne voli via tu e tutto il cartello? Chi vorrebbe mai mettersi a dormire proprio qui? Poi mi ricordo che a due passi c'é un famoso club, una specie di sogoma e gomorra aperto per di piú dalle primi luci dell'alba e in cui si entra aprendo una specie di grossa botola che nei giorni di chiusura torna al suo semplice ruolo di pavimento. Ecco forse loro, solo loro che escono da questa discoteca nascosta nelle viscere di Amsterdam, sconvolti per quello che é successo al suo interno, potrebbero mettersi a dormire sulla strada di fronte. Ma haimé per loro non lo possono fare....

domenica 3 giugno 2012

CAMPEGGIO IN OLANDA, QUANTO CI PIACE!



Tutti pazzi per il campeggio. Succede in Olanda dove 9 persone su 10 amano trascorrere le vacanze fra camper, caravan, case ambulanti, tende volanti e quanto altro possa fare sentire a contatto, ma molto a contatto con la natura. Contraria per principio al campeggio fin da quando vivevo in Italia (per un puro equivoco mi aggregai in vacanza in Grecia a un gruppo di fanatici della tenda con cui i rapporti si incrinarono giá dal secodo giorno di permanenza), mi sono dovuta ricredere. Lo scorso week end un'amica mi ha invitato a trascorrere un paio di giorni a 'Bakkum', un campeggio non lontano da Amsterdam, un posto magico. Guardate, nella foto in basso, uno dei sui tipici ´viali´, tanto per avere un´idea.


Qui piú che tende ci sono i cosí detti Sta Caravan. Io ne ignoravo l'esistenza ma poi in loco ho scoperto trattarsi di ibridi fra una casa e un caravan -hanno le ruote- e che a differenza di questi ultimi possono fare solo brevissimi tragitti. Ed infatti mentre d´estate vengono piazzati in questo bosco, in inverno vengono spediti non ho capito dove per restituire il luogo alla natura. Ma in questo campeggio albergano anche vere e proprie casette dalle piú svariate grandezze e colori. Ma che non possono che non essere aggettivate con la parola olandese ´Gezellig,´ l´inglese ´cozy´ qualcosa leggermente di piú del nostro ´accogliente´. Come definire altrimenti la facciata qui in basso azzurro-fata turchina con tanto di vasetti per i fiorellini e biciclette parcheggiate in tinta. 


Il bello é che ce ne sono di tutti i tipi di queste casette-caravan, dalle piú semplici, da puristi del campeggio a quelle che non faccio fatica a definire di lusso. Insomma anche nel campeggio sono riprodotte le classi sociali cosí come in cittá. Anche se qui, piú che una questione di soldi, mi é sembrata una questione di scelta. Ed infatti i camperisti duri e puri, quelli che volutamente scelgono di non avere né elettricitá e tantomeno una piccola cisterna d´acqua, difficilmente andrebbero a vivere dall'altro lato della barricata. In ogni caso, tutti, ma proprio tutti, sono felici e fieri di trascorere del tempo qui, non importa se te ne vai camminando con la carta igienica in mano, se le notti corri nel tentativo di raggiungere il bagno in tempo consono, se tutto d´un  tratto inizia a buttare un freddo che ti devi mettere il maglione che usi a Natale.


Come dimostra questo cartello qui sopra, attaccato sul muro di una casa, chi arriva qui é felice. Letteralmente tradotta, questa scritta vuol dire ''Sono felice di essere uno di voi qui al campeggio Bakkum''.  E cosí onestamente é sucesso a me che volutamente per due giorni non mi sono lavata ed ero fiera di puzzare. ´´Ma Gaia peró, se la prossima volta rimani di piú ti devi fare la doccia´´, mi ha detto Alie, l´amica che mi ospitava. Ho promesso che lo faró. Intanto, qui di seguito una mia piccola galleria fotografica a testimonianza di qualcuna di queste affascinanti abitazioni . Qui di sotto un piccolo gioiello dell´orgoglio olandese, anche nei colori.


Holland pride 


  Comfort in legno per mamma e papá' piú tenda  piantata a uso marmocchi


Tendona extra/lusso



Villino da campeggio


Grunge style


Lo Sta Caravan che ci ospitava


E´ questo é il famoso Sta Caravan che ci ha gioiosamente ospitati. Quello che la padrona di Caravan definisce appunto da campeggiatori duri e puri. Io la mia prova l´ho data. E un pó all´olandese, me ne vanto.

venerdì 27 aprile 2012

COFFEE SHOP, IO (TURISTA) NON POSSO ENTRARE


Panico nel mondo del turismo da canna. In Olanda é iniziato il conto alla rovescia per la prossima entrata in vigore del ‘wietpas’, un tesserino che verrá richiesto per poter varcare le porte di un coffeeshop  e che verrá concesso solo a chi é residente in Olanda  (e oltretutto solo nella cittá in cui s é registrati) mettendo cosí alla porta i turisti che da sempre, in massa, si recano  ad Amsterdam e dintorni per fumarsi una canna “in santa pace’’.


Ed infatti dal prossimo primo maggio si parte con la sua introduzione nelle province di Limburg, Brabant e Zeeburg mentre il resto del paese, e cosí anche Amsterdam, dovrebbe seguire a ruora a parire da gennaio 2013. Dovrebbe, perché all’indomani della crisi di gabinetto che ha visto le dimissioni del premier Mark Rutte, il futuro sui provvedimenti in corso appare alquanto incerto e nebuloso.
La nascita di questo tesserino é stata concepita per scoraggiare e tenere alla lontana quelli che vengono definiti i ‘drugstoeristen’, i turisti della droga e tutti i conseguenti fastidi che, secondo alcuni, da loro direttamente derivano. In primo luogo gli schiamazzi nel prossimo circondario dei coffeshop la cui esistenza, fino a poco fa pacificamente ricosciuta quasi unanimamente, viene ora messa sempre piú spesso in discussione. Oggi, tanto per fare un esempio, i circa 650 coffeeshop del paese devono trovarsi a un minimo di 250 metri dalle scuole. Ma se passa la proposta del CDA la distanza potrebbe passare a 350 metri.

Il wietpas, letteralmente lasciapassare per l’erba, in sostanza trasformerá i coffeeshop in club privati, chiusi, dove potrá entrare solo appunto chi é in possesso di questo fantomatico tesserino. Per averlo bisognerá quindi registrarsi, fornendo i propri dati personali. Ed é questo uno dei punti piú controversi e dibattutti: la violazione della privacy. Quasi nessuno, ovviamente, vuole registrarsi ufficialmente come cannaiolo. Ed ecco perché ad oggi nelle cittá in cui fra 3 giorni scatterá la sua introduzione, ci sono al momento pochissime richieste.
Inoltre, secondo la nuova norma, ogni coffeshop potrá avere un massimo di 2000 iscritti ed ogni persona non potrá comprare al giorno piú di 5 grammi fra marihuana e hashis. Di per se, giá abbastanza, se se si pensa che in questo modo i residenti potrebbero facilmente trasformarsi in potenziali spacciatori e lucrare sulla voglia di canna dei turisti. Ed é questo il secondo grande punto di discussione. In questo modo, si dice, si rischia di portare la vendita delle droghe leggere in strada. Aumentando, invece che diminuire, la piccola criminalitá con la conseguente diffusione del ‘’commercio sottobanco’’.

Ad osteggiare e dire un no deciso al provvedimento é soprattutto Amsterdam. Si  parla di discriminazione fra residenti e turisti (‘’perché chi vive qui puo’ acquistare e fumare e chi viene da fuori no? In base a quale principio?’’, si chiedono in molti fra i giovani ‘amsteddamer’). E non é un caso che a schierarsi apertamente contro il provvedimento sia Erberhard van der Laan, il sindaco della capitale olandese, che ha piú volte ripetuto di non vedere alcuna’’salvezza’’ nel provvedimento. Per ora il dibattito su Amsterdam resta  aperto. Intanto giovani, giovanissimi e non solo scendono in piazza per manifestare. Il 21 aprile scorso si sono riuniti a Piazza Dam gridando slogan contro l’introduzione del tesserino e bandendo un semplificativo cartello che recitava '' WIET PAS SMOKE MY ASS’’. Tutti, chiaramente, con una canna in bocca.