venerdì 14 aprile 2017

DORMIRE IN UN QUADRO DI VAN GOGH? IN OLANDA SI PUÓ


''La stanza'' di Van Gogh - Van Gogh Museum - Amsterdam 
Dormire in un quadro. E in che quadro: nella celebre stanza di Van Gogh, il dipinto che il famosissimo pittore olandese realizzó nel 1888 ad Arles, in Francia, quasi agli sgoccioli della sua breve e tormentata vita.  

La stanza da letto ritratta da Van Gogh é stata fedelmente ripodotta in un hotel di Boxmeer, localitá olandese nel Brabant, la provincia olandese che ha dato i Natali all'artista. In basso una foto della camera dell'albergo che mostra come siano stati 'copiati' i piú piccoli particolari: i quadri sul letto, il lavabo e le sedie nello stesso colore dell'originale.

La camera riprodotta Foto 'Hotel Riche
E naturalmente il famoso letto, con i due immancabili cuscini, simbolo secondo alcuni studiosi della solitudine che avvolgeva la vita dell artista che mai si sposó e mai ebbe figli rimanendo principalmente legato a suo fratello minore Theo, mercante d'arte con cui il pittore intrattenava una fitta corrispondenza che tratteggia in maniera abbastanza chiara la personalitá del pittore. 

Il letto originale, che é stato a lungo cercato dopo che la famiglia Van Gogh lo aveva ceduto in beneficenza, pare sia recentemente rientrato proprio a Brexmeer. Ma la vicenda é ancora avvolta in un alone di mistero. Come del resto molti degli episodi legati a Van Gogh. Mentre la 'caccia al tesoro' continua, il duplicato della camera fa notiza per la sua verosimiglianza. Anche se, chi ci é stato, sottolinea che alcuni dettagli non quadrano: la presenza dei riscaldamenti e una piccola Tv nascosta dietro una porta. 

La stanza rappresentata nel quadro é quella in cui Van Gogh ha vissuto nel suo soggiorno ad Arles, in Provenza, e si trova all'interno della Casa Gialla, un altro noto dipinto dell'artista conservato nel Van Gogh Museum di Amsterdam. E' qui che il pittore visse un breve periodo con Paul Gauguin con cui, insieme ad altri artisti, avrebbe voluto creatre un circolo artistico. Il progetto non prese mai piede e pare che i rapporti con Gauguin si incrinarono rapidamente fino a un punto di rottura. Anche su questo punto si accavallano diverse teorie secondo le quali proprio alla fine di una furiosa lite con Gauguin, Van Gogh si sarebbe tagliato l´orecchio che poi avrebbe portato, avvolto in un fazzoletto di carta, ad una prostituta di nome Rachel. Secondo altri sarebbe stato lo stesso Gauguin a targli l´orecchio con un rasoio. Fatto sta che pare accertato che i rapporti fra i due fossero tormentati. La riprova sarebbe un quadro, sempre esposto  all'interno del museo di Amsterdam in cui Gauguin ritrae Van Gogh che dipinge i celebri Girasoli. L´espressione del pittore olandese sembra quasi di odio.  

'La casa gialla'- Van Gogh Museum - Amsterdam
In ogni caso, il periodo che il pittore trascorse ad Arles é uno dei piú prolifici in termini artistici. Van Gogh dipingeva senza sosta e di alcuni esemplari ne venivano fatte diverse versioni. Proprio come la Stanza, di cui si conoscono due altri diversi esamplari. Uno conservato nel Museo d´Orsay di Parigi e l áltro all´Art Institute di Chicago. 

martedì 14 febbraio 2017

OLANDA: I 4 ANNI? SONO I NUOVI 18




Dicono che i bambini olandesi siano i piú felici del mondo. E' vero sicuramente fino ai  3 anni e 364 giorni. Si perché al compimento del quarto anno di vita la loro esistenza cambierá drasticamente con una impennata improvvisa nella dura realtá di tutti i giorni. 

Intorno a questa data storica, per ogni piccolo abitante dei Paesi Bassi, si concentrano una serie di avvenimenti, aspettative, festeggiamenti e ansie che coinvolgono i bambini stessi ovviamente, ma anche i loro genitori, gli insegnanti, i parenti piú prossimi per raggiungere a volte punte di isteria collettiva che toccano anche amici, vicini o semplici conoscenti. E' un pó come quando in Italia si compiono i 18 anni. E' un pó come quando ci si prepara con grande emozione al ballo delle debuttanti.   

 Solamente che qui il tutto avviene a quattro anni. Ed infatti,  esattamente nel giorno del proprio compleanno, no matter what,  vai a scuola. Cioé inizi nel giorno in cui sei venuto al mondo, proprio quello. Non é che dicono: '' vabbé, su, é il giorno della sua festa, lasciamolo divertire, poi domani gli diamo la mazzata''. No proprio quel giorno lí tu, cascasse il mondo, ti devi presentare a scuola. E anche se sei nato a febbraio, aprile, a ferragosto (qui a volte si rinizia dopo la pausa estiva anche il giorno della Madonna), tu quel giorno varchi il portone di quell'edificio che ti risucchierá per ben otto anni durante i quali ti cimenterai in un ciclo di studi che va sotto il nome di 'basis school'.   

Ma questo é solo l'inizio. In alcune scuole ti calano non in delle semplici classi con i bambini della tue stessa etá. E no, troppo facile! E'meglio iniziare ad avere subito subito un assaggio di vita reale. Ti trovi fianco a fianco con bambini dai 4 agli 8 anni. Insomma é arrivato il momento di iniziare a cacciare le palle. 

Il cappello che ogni bambino porta il giorno del compleanno a scuola adattato col proprio nome e gli anni che compie

Come se non bastasse poi, siccome é il giorno del tuo compleanno ed é vero che inzia la scuola ma si dovrá comunque festeggiare insomma (siamo pur sempre nel paese dove il party é una religione) ti mettono un cappello personalizzato di carta in testa (ecco per esempio nella foto in alto quello appena fatto a mio figlio Enrico), e ti piazzano su una specie di trono cantandoti la mitica Tanti auguri versione Duch (per chi fosse curioso di sentirla, é veramente imperdibile e non ha veramente nulla a che vedere con la nostra canzoncina potete cliccare in basso). Insomma una serie emozioni a cui il bambino, se é un pó timidone, difficilmenti si riprenderá prima di un annetto. Ma per il genitore, passate le tragedie iniziali, non é altro che l'inizio di una nuova era, ovviamente fantastica. Perché il bambino finalmente va a scuola tutti i santissimi giorni. Vuoi vedere che differenza con quando all'asilo, perché sostanzialmente privato e carissimo, ci va fra i due e 3 giorni al massimo. E tutto il resto del tempo a casa có mammá. 


Ma nonostante il sollievo, immediatamente un nuovo spettro si aggira per casa con il compimento dei quattro anni. Il corso di nuoto. E' praticamente obbligatorio per tutti i bambini prendere un diploma, anzi per l'esattezza 3 (A, B e C), che certifichi comprovate capacitá acquatiche. L'apice si raggiunge con la famigerata prova vestiti dove il piccolo essere umano deve dimostrare di saper nuotare con i vestiti indosso (pratico se si vuole sopravvivere quando per caso si cade in un canale). Ora dovete sapere che questi corsi sono di una severitá che manco a un master ad Oxford rompono cosí le balle. Si viene bocciati come se niente fosse. Il problema é che senza il diploma in Olanda non ti fanno tuffare nemmeno in una pozza. 
Il diploma che viene consegnato ai bambini quando si passa l'esame
Ecco perché alcuni genitori scelgono il corso accellerato. Tre mesi dove si prendono tutti e tre i diplomi in una volta sola ma dove praticamente bisogna andare tutti giorni alle 6 di mattina per due ore circa.  Mha a questo punto meglio i tre anni direi.  Insomma fra gioie e dolori i quattro anni in Olanda sono veramente importanti. E per noi italiani sono assolutamente i Nuovi 18.

martedì 24 maggio 2016

TROVARE UN BUON PARRUCCHIERE AD AMSTERDAM? E' PIU' FACILE CHE UN CAMMELLO......


E' il cruccio di ogni donna italiana in pianta stabile ad Amsterdam. Trovare un parrucchiere che la soddisfi e che la faccia diventare sua cliente fissa (e contenta di esserlo). Non succede quasi mai. Ognuna di noi, dal suo arrivo in Olanda, ne ha provati almeno 15. Nessuno l'ha soddisfatta. E non si tratta di essere abituate bene e che in Italia basta che scendi sotto casa e ti fanno un dio di taglio. Per alcune, come me qualche giorno fa, andare dall'hair dresser si puó trasformare in un vero e proprio incubo. 

Ecco un breviario degli eventi in cui si potrebbe incorrere andando da un parrucchiere nella capitale olandese. A partire da quello che é capitato a me recentemente.  

1) Entri biondona con i capelli lunghi esci brunetta col caschetto.
Che se lo chiedi, se lo vuoi fortemente, se la notte hai sognato che diventavi Valentina di Crepax ci puó anche stare. Ma se avevi solo domandato una spuntatina alle punte e un colore un pochino pochino piú scuro,  ti puoi anche mettere a piangere. Io l'ho fatto. Per due giorni ho evitato tutti gli specchi in cui incappavo. Non mi riuscivo a guardare senza pensare: oddiochecazzomihacombinatoquellastronza (tanto per usare un francesismo). I bambini quando mi hanno visto per la prima volta non mi hanno riconosciuta. Alla domanda come sto? la risposta é stata ''Normale''. Della serie, non ti vogliamo buttare giú ulteriormente. 
Era troppo. Ho richiamto il parrucchiere, ho spiegato la profonda crisi in cui ero caduta, ha capito l'errore, ssi é pentito, mi ha fatto riandare gratis per aggiustarmi. Ora sono (ovviamente sempre col caschetto) ma biondo Marilyn, diciamo platino. Io onestamente ci rinuncio e questo punto vado a dormire solo con una goccia di Chanel numero 5.
Rimedio consigliato:
Me li tengo cosí e il prossimo che mi metterá le mani in testa si troverá sul suolo italiano e si chiamerá Pino. 

2) Capelli a doppia lunghezza
Ebbene si. A volte sinistra e destra non corrispondono. Una é sensibilmente piú corta dell'altra. Alla domanda: MA PERCHE' MI HAI FATTO QUESTO??? ti rispondono che é il taglio del momento. 
Rimedio consigliato: 
Appostarsi fuori dal negozio e quando la parrucchiera esce investirla con la bicicletta. 

3) Essere lasciati con i capelli bagnati
Non é insolito, subito dopo essersi tagliati i capelli, che ad Amsterdam la purrucchiera ti chieda:
Che facciamo li asciughiamo? 
In che senso scusi??? Rispondi tu. Fuori ci sono 3 gradi sotto lo zero e tu mi vuoi fare uscire con i capelli bagnati.. non ho capito? Ma che é  una tortura per gli italiani che non si comportano bene in Olanda? Eh no, risponde lei. Te lo chiedo perché asciugarli ha un costo extra. Non é compreso insomma. 
Rimedio Consigliato:
Portarsi il phoon da casa e andarseli ad asciugare di nascosto in bagno. 

4) Il parrucchiere tossico 
Siccome dopo una serie di esperienze negative non sai piú dove sbattere la testa, é proprio il caso di dire, allora ricorri a uno dei tanti hair dresser che propongono di venire a casa, ad un prezzo anche piú basso. Ma anche lí devi essere fortunato. Infatti io una volta ne ho acchiappato uno che ogni 2 minuti si attaccava a una bottiglietta d'acqua che poi si é rivelata vodka, Essendo a un certo punto ubriaco ovviamente, ha iniziato a fare commenti sprezzanti un pó su tutto quello che lo circondava per finirsela a prendere con le mie povere sopracciglia, colpevoli secondo lui di essere ''troppo anni '80''. 
Rimedio consigliato:
Procurargli un calmante e mandarlo a casa il prima possibile.

Ecco io a quasto punto mi fermo ma ne potrei raccontare tante altre ancora. Sono sicura che le italiane residenti qui hanno tante altre storie da raccontare. Propongo di riunirci in associazione e iniziare a difendere il nostro diritto di avere un parrucchiere che ci rispetti!

mercoledì 20 aprile 2016

ANDARE IN BICI: UTILE BREVIARIO DI SCUSE DI CUI POTERE APPROFITTARE

Un parcheggio di bici ad Amsterdam su una 'barca' sul canale

Andare in bici:  Oltre avere effetti benefici sul fisico, sulla mente, sull'ambiente e sulla circolazione, ha anche l'ulteriore vantaggio di prestarsi come ottima scusa per ritardi sul posto lavoro, piantamenti in asso di spasimenti non voluti, rimando appuntamenti con amiche petulanti e scaricamenti di babysitteraggio di bambini rompiballe di vicini e conoscenti. 
Ecco una gamma di scuse assolutamente credibili che potevt usare per procastinare un appuntamento/impegno e su cui nessuno si permetterá di rimproverarvi. Anzi tutt'al piú gli dará modo di compatirvi. 
Personalmente mi sono accadute quasi tutte le circostanze sottostanti. 

1) MI HANNO RUBATO LA BICICLETTA

Chiunque abiti ad Amsterdam ha avuto questa esperienza. Almeno una volta. I piú sfigati (quelli che abitano in zone con alta concentrazione di junkies) se ne sono viste sottrarre 3,4, 5 e via a salire. Anche quando hanno legato la bici con catene che valevano 2 volte la bicicletta stessa, si sono ritrovati invariabilmente diverse mattine a bestemmiare quando, giá in ritardo per il lavoro, hanno ritrovato la catena, il palo a cui era attacccata ma non la bici stessa.

Secondo i dati della polizia sono quasi 10 mila le biciclette che vengono rubate ogni anno ad Amsterdam. La maggior parte dei furti avviene per opera di tossici che se la rivendono per strada per 10 euro o poco piú. 
Ma la musica iniza a cambiare. Il Comune di Amsterdam ha appena lanciato una iniziativa contro i furti di bici. Nelle piazze della cittá ci sono degli appositi stand dove é possibile far incidere sulla propria bici un codice che oltre a fungere da deterrente, in caso di ritrovamento, permetterá di rintracciare facilmente il proprietario. Eccolo nella foto in basso



2) SONO CADUTO DALLA BICI

Questa la potete usare solo se siete italiani e un pó imbranati. A memoria d'uomo nessun ondese é mai caduto dalla bicicletta. A meno che non pedalesse in condizioni climatiche apocalittiche o con neve sopra il metro e quaranta. Personalmente, ho visto il pavimento MOLTO da vicino diverse volte.. L'ultima scivolando sui temutissimi binari del tram che, essendo dapertutto, moltiplicano per i ciclisti di rango B il numero delle possibili cadute. 

3) LA POLIZIA MI HA FERMATO E MI HA FATTO LA MULTA

Ebbene si, accade anche questo in Europa del nord. Ci sono dei periodi dell'anno in cui il Comune di Amsterdam, come qualunque comune al mondo che si rispetti, vuole fare cassa. Con le multe. Qui si fa sulle bici. Poliziaotti accanitissimi  si appostano dietro un cespuglio e se ti vedono senza luci (si senza luci, avete capito bene) ti fermano, ti fanno una bella ramanziana e ti consegnano un bel multone di 50 euro che, se non lo pagni a stretto giro, iniziare a aumentare in maniera cosí esponenziale che ti ritrovi debitore  del Comune per una 15na d'anni. 


4)MIO FIGLIO SI É QUASI AMPUTATO UN PIEDE FINITO NELLA RUOTA

Se pedali con un bambino dietro (se sei una mamma non ti puoi esimere) ci sono delle norme di sicurezza da cui non si puó prescindere. Pena, per esempio, affettamento di un innocente piedino. Succede quando pedali senza i para raggi ed é estate. Il bimbo in sandali si muove un pó e ZAC!.. il piede finisce nella ruota. Da quel momento si susseguono una serie di eventi catastrofici che é impossibile fermare, Il bambino urla come se lo stessero sgazzandio, si dimena e di conseguenza ti fa perdere l'equilibro, Rischio caduta (o caduta ancora peggio), medicazione della ferita, altri urli disumani, bambino mezzo zoppo per una settimana o piú, perdita di due giorni di scuola, generale disapprovazione sociale.   
(Non é un caso che il comune ha attivato una campagna indirizzata soprattutto alle mamme per promuovere l'uso dei pararuota. Sotto un illuminante esempio).



5)HO INVESTITO UN TURISTA

Succede anche questo ad Amsterdam. Soprattutto in centro. Se venite in viaggio in questa cittá ho un solo consiglio da darvi: attenti alle piste ciclabili. Temetele. E rispettatele soprattutto. Non ci camminate sopra e miraccomando, se le attraversate, guardate da una parte e dall'altra. Perché se non lo fate, la pena é ritrovarvi sotto le ruote di un ciclista che andava a tutta velocitá, non ha frenato in tempo perché voi gli siete parati davanti all'improvviso e dopo avervi travolto vi manderá pure dietro le piú terribili bestemmie olandesi che, vi assicuro, oltre ad essere molto oltraggiose hanno un suono che non vi piacerá per niente.   

6) AVEVO IL VENTO CONTRO

Se la pioggia non puó assolutamente servire come scusa (tutti pedalano anche con piogge scroscianti senza battere ciglio) il vento invece,  se contro, impensierisce anche un olandese facendogli raddoppiare il tempo di percorrenza che normalmente si impiega. Il vento in Olanda, come diremmo noi italiani, ti ci porta via. Quando troppo é troppo il mio consiglio é:  scendete e portatevi la bici a mano. Farete prima. 

7) NON HO TROVAVO PARCHEGGIO

In fatto di parcheggio, ad Amsterdam, si registra una situazione abbastanza anomala. Soprattutto nel centro. Trovare un posto con la macchina é piú semplice che trovare un posto per la bici. Sará anche perché il parcheggio per l'auto per un'ora costa ben 5 euro (!). Sará anche perché ad Amsterdam, secondo dati ufficiali, si contano 880 mila bici Piú degli abitanti. Fatto sta che a volte la bici te la devi letteralmente ingoiare. Il problema posizionamento bici ha comunque indotto il comune ha organizzare una serie di parcheggi alternativi molto speciali. Per esempio quello sulle barche. Se ne puó vedere una nel centralissimo canale Siengel proprio a due passi dal mercato dei fiori. Uno spettacolo, almeno per me. L'ho fotografata con ammirazione e lo potete fare anche voi guardando la foto in alto a tutto.

 Insomma pedalare ad Amsterdam, oltre ad essere una potenziale efficacissima scuca é una continua vivacissima scoperta e avventura.