venerdì 21 marzo 2014

ESCORT: TUTTO ESAURITO PER IL SUMMIT CON OBAMA


DURANTE VERTICE SUL NUCLEARE DAI 600 EURO IN SU PER UN'ORA IN COMPAGNIA




Si prevedono affari d'oro per le agenzie d'escort dell'Aja e dintorni in vista del vertice 'Nuclear Security Sumit' che si terrá nella cittá olandese fra qualche giorno, i prossimi 24 e 25 marzo, e che conterá 'nientedimenoche' sulla partecipazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il vertice sulla sicurezza del nucleare convoglierá in Olanda 60 leader mondiali, 5000 membri appartenenti alle diverse delegazioni e oltre 3000 giornalisti.

Proprio in vista di questo arrivo in massa, pare che le escort olandesi siano state prenotate in dosi massicce giá da molte settimane prima dell'evento e che, secondo dichiarazioni delle stesse agenzie per cui lavorano, non si scomoderanno per meno di 600 euro all'ora. Insoma quando c'é la domanda l'offerta si impenna. Le regole del mercato non tradiscono proprio nessun settore pare.

E mentre sui giornali olandesi impazza il dibattito sulle eccessive limitazioni che dovranno subire i cittadini (autostrade per interi tratti completamente chiuse, treni a singhiozzo, solo per citarne alcune) e mentre molte di voi si staranno interrogando sulla possibilitá di cambiare mestiere, le agenzie di escort fanno sapere che la ''massima discrezione'' sará assicurata a tutti i prenotati. In alcuni casi affitate negli alberghi anche seconde camere per gli incontri after summit. Vietato mischiare lavoro (e soprattutto vita privata) e divertimento.Certo che il tutto é abbstanza comprensibile: quando si sta a parlare di nucleare tutta la giornata la testa poi non ti puó non scoppiare... Ecco allora la maniera di rilassarsi un pó...

venerdì 7 marzo 2014

TV: NUDI IN UN REALITY PER INCONTRARE L'ANIMA GEMELLA

E INTANTO IN ONDA ANCHE UTOPIA, IL NUOVO GRANDE FRATELLO



Ci siamo: l'utima frontiera dei reality show é stata raggiunta, anzi sfondata. Nell'ultimo impertinente reality made in Holland i concorrenti sono nudi cosí come mamma li ha fatti. In 'Adam cerca Eva', il nuovo programma appena incominziato su RTL5, i protagonisti sono due single che approdano nudi sull'ísola deserta Mogo Mogo (Panama) dove a parte sopravvivere, dovranno conoscersi e capire se l'altro é la potenziale anima gemella.  In ogni puntata di questo nuovo ''datingshow''  una nuova coppia si mostra in tutta la sua ''purezza'' commentando il susseguirsi degli eventi con la presentatrice, la bella Nicolette Kluijver che, nonostante abbia posato senza veli per Play Boy, non ha esitato a dichiarare che parlando con i concorrenti provava a ''non guardare in basso''. La prima puntata, manco a dirlo, é stato un successo. 

Intanto, nei Paesi Bassi, la terra per eccellenza dei reality show (si inventano un format al minuto) un altro programma sta tenendo banco fra gli spettatori. Si tratta di Utopia (vedi locandina in basso), il nuovo Grande Fratello ideato proprio dal papá di Big Brother, il magnate tv John De Mol (sua la nota casa di produzione Endemol, la stessa di 'The Voice', tanto per citarne una).



Insomma invece di trascinarsi fino a Grande Fretello 13 (in Olanda sono andate in onda ''solo'' sei edizioni del reality) hanno riadattato il format di base del GF, ovvero un gruppo di persone 'costrette' a vivere insieme, ad una  nuova ambientazione (meno patinata) e nuove regole modificando ma mantenendo il meccanismo del ''sei stato nominato'' e quindi dell'eliminazione. 

In Utopia quindici persone sono state messe insieme per costruire una sorta di nuova comunitá e hanno a disposizione pochissimi mezzi. La principale differenza con il GF é che qui i partecipanti non sono reclusi bensí possono avere contatti con il mondo esterno. Inoltre non bivaccano ma hanno una serie di compiti da realizzare. In piú sono meno belli e palestrati (sicuramente piú agé) e hanno un'abitazione sicuramente meno comoda. Vivono in un capannone in mezo a un bosco (vedi foto in basso), hanno a disposizione un pezzo di terra da coltivare, un trattore rotto che devono tentare di aggiustare, alcuni animali come mucche e polli e un budget basso da investire per riparazioni e costruzioni varie. Se i soldi finiscono possono cercare piccoli lavoretti all'esterno.



Fra le cose che divertono piú gli spettatori (a parte gli immancabili litigi, amori, sotterfugi e cospirazioni da reality) sicuramente le eliminazioni che,  in questo programma, sono sempre accompagnate da un nuovo arrivo con una sorta di continua interattivitá fra chi guarda il programma e i suoi protagonisti. Funziona cosí: ogni mese gli spettatori decidono attraverso il sito 2 nuovi potenziali concorrenti. A questi viene assegnata una visa (ebbene si) per andare temporaneamente fra gli altri utopici. Solo uno dei due ovviamente potrá restare. Intanto gli abitanti di Utopia piú 100 spettatori nominano 3 concorrenti giá in gara. Sará il nuovo concorrente a decidere poi chi di questi tre se ne dovrá andare.




Nei Paesi bassi, dove i reality vanno in onda con la stessa frequenza coi cui in Italia trasmetto le fiction, si assiste televisivamente parlando, soprattutto dal punto di vista di nuovi format, ad una continua sperimentazione Alcuni vanno incontro ai gusti degli spettatori altri proprio no. Fra i piú popolari lo scorso anno sicuramente Celebrity spash' dove un gruppo di piú o meno famosi (in alto la foto di uno di loro) si cimenta con una gara di tuffi con risultati a volte imbarazzanti e quindi esileranti. Lo stesso effetto prodotto dallo spassoso reality in cui un gruppo di naufraghi, sbarcati su un'isola deserta, devono stabilire convivenza e contatti con un gruppo di aborigeni del luogo. Insomma una sorta di Isola dei Famosi. Con un piccolo particolare: gli aborigeni in questione non sono veri ma attori che per tutta la durata del programma li prendono spudaratamente per il culo. 

giovedì 6 febbraio 2014

RACCOLTA DIFFERENZIATA: DA BAMBINI SI 'PLASMA' L'ANIMA ECOLOGICA




''Mamma ha detto la maestra che tu non pensi alla natura''. What??? La messa in stato d'accusa di una mamma, io, che non pensa abbastanza ''in verde'' per i tempi che corrono arriva direttamente dalla scuola per bocca di un bambino di 7 anni che improvvisamente solleva un argomento su cui non mi ero ancora preparata per rispondere. 

''E perché (quella simpaticona del)la maestra ha detto questa cosa?'' rispondo io giá sapendo dove stava andando a parare la conversazione. ''Perché tu butti tutto insieme e cosí  rovini l'ambiente''. Cxxxx detta cosí mi fa sentire la causa dei principali disastri ambientali sparsi per l'emisfero. Ecco che proprio quel senso di colpevolezza che mi portavo inconsapevolmente dentro (si, certo,  lo sapevo giá da me che nonostante viviamo in un paese dove per fortuna non si assiste a nessuna tragedia legata allo strasbordamento dei rifiuti e dove i cassonetti -vedi disegno in basso- sono magicamente incastonati sotto terra  lasciando all'esterno solo una casina piccola da cui non arriva maleodore o surpus di monezza, non si puo' comunque pensare oggigiorno di non differenziare almeno un pó) ecco, dicevo, quel senso di non fare quello che si deve per rispettare l'ambiente che ci circonda, mi ha portato ad accettare e sotoscrivere tutte le  condizioni poste dal bambino ecologista sul posizionamente di 3 nuovi contenitori monnezza all'interno della casa. 



Ebbene in un appartamento giá messo a dura prova dal pasaggio di un bambino di un anno, la nuova geografia dei sacchetti, almeno qui, non ha sicuramente avuto impatto zero. Ed infati il sú  menzionato baby trova sempre il modo di andare a pescare nei sacchetti di plastica, carta e vetro, sparpagloiandone il contenuto un pó dapertutto. 
Il risultato é che ora é  casa nostra a sembra una discarica ma siamo orgogliosi e quando finalmente si va a svuotare il contenuto dei sacchetti ci sentiamo sicuramente piú leggeri. Purtroppo il 7enne é stato talmente índotrinato'a scuola sulla raccolta indiferrenziata che ha creato a casa quasi un clima di terrore sull'argomento. Se apre il sacchetto con l'umido e per puro caso ci é finito un pezzetto di carta si aggira furibondo per casa in cerca del colpevole ''che vuole distruggere la natura''. 

Non staremo andando un pó oltre? Ma no! La nuova organizzazione ha avuto anche il plauso della maestra che, ha riferito mio figlio, ''ha detto che stiamo facedo bene'''. Pfiuuu..sospiro di sollievo. 
Solo un piccolo neo nel nostro nuovo assetto di famigia del reciclo: i pannolini del bambino piccolo. ''E questi mamma dove li buttiamo questi?''. ''Dove ti assicuro caro mio subito dopo non crescerá piú l'erba..''.  
Ebbene.. buona riciclata a tutti!

lunedì 20 gennaio 2014

ALLATTARE IL FIGLIO DI UN'ALTRA: CADE UN TABU'

SEMPRE PIÚ POPOLARE 'HM4HB', RETE DI CONDIVISIONE DEL LATTE MATERNO


Una mamma non ha latte sufficiente per allattare il proprio figlio. Invece di passare al latte in polvere chiede ad un'altra donna di farlo per lei. Non é un film o un'immagine del passato ma quello che succede oggi, sempre piú spesso, nell'ambito di una 'comunitá' di mamme che non rinunciano a crescere per nulla al mondo i propri figli con il latte materno. 

Ad Amsterdam, ma nei Paesi Bassi in generale, si infoltisce il gruppo di quelle mamme per cui il latte in polvere non costituisce un'opzione. La settimana scorsa, su facebook, ha suscitato un certo scalpore la foto di una donna che allatta il figlio di un'altra. La mamma 'naturale', infatti, avendo latte in quantitá insufficiente a nutrire il proprio bambino, ha chiesto a un'amica di farlo per lei. Soddisfazione da entrambe le parti: una felice di aiutare, l'altra di continuare a nutrire il piccolo senza il ricorso al latte artificiale. 

Ma il ricorso alla ''tetta in prestito'' é solo una delle alternative possibili per queste mamme che parlano di considerevoli rischi alla salute legati all'uso del latte in polvere. Ed infatti, al di lá dell'allattamento vero e prorio, é sempre piú diffuso il ricorso a una sorta di banca del latte, una rete che mette in contatto le mamme che non producono latte sufficiente al sostentamento del proprio bambino con quelle che invece hanno  un surplus: ne hanno in abbondanza insomma per allattare non solo il proprio figlio ma anche quello di un'altra donna. 



Questa comunitá virtuale a livello globale é nata sul web nel 2010 e si chiama non senza una punta di ironia 'Human Milk 4 Human Babies'(Latte umano per bambini umani). Questo ''Informed Milkshare Network'' ha punti raccolta virtuali in tutto il mondo e in Italia, cosí come qui in Olanda, la domanda fra domanda e offerta avviene attraverso  una pagina Facebook  (http://www.facebook.com/hm4hbItaly e ) non poco frequantata. Chi ha bisogno di piú latte chiede (a quelle mamme che abitano il piú vicino possibile) con un vero e proprio anuncio una 'scorta' che andrá a ritirare da quella mamma che ha un'eccedenza. 

Insomma in termini di allattamento, almeno per quando riguarda tante mamme che vivono ad Amsterdam, si assiste come un ritorno al passato, a un tempo in cui il latte artificiale non esisteva. Non é inconsueto sentire parlare di mamme che allattano i propri figli fino ai due anni o oltre o delle donne che allattano due figli con poca differenza di etá fra di loro.