giovedì 18 dicembre 2014

VISUAL ART: UN ARCOBALENO ILLUMINA LA STAZIONE CENTRALE

PER I 125 ANNI DI CS UN'OPERA REALIZZATA CON L'AIUTO DEGLI ASTRONOMI



Ogni giorno, per un intero anno, un arcobaleno con colori diversi illuminerá la grande pensina che sovrasta la stazione di Amsterdam. Ogni giorno, subito dopo il tramonto, la gamma infinita di colori verrá proiettata sulla grande finestra che fa appunto da tetto alla piattaforma di Centraal Staion attraverso una tecnica speciale messa a punto dall'''artista della luce'' Daan Roosegaarde con alcuni astronomi dell'Universitá di Leiden. 

L'opera ''Rainbow Station'' nasce in occasione delle 125 primavere della stazione centrale di Amsterdam, che ogni anno conta il passaggio di circa 50 milioni di viaggiatori, e proprio in corrispondenza dell'inizio dell'Anno Internazionale della Luce dell'Unesco. Per il progetto sono stati utilizzate delle lenti a cristalli liquidi (normalmente usate dagli astronomi per esaminare la composizione delle stelle e dei pianeti) in grado di riprodurre esattamente la stessa luce che crea un arcobaleno (in basso il video di presentazione).


''Raibow Station'', la nuova stazione Arcobaleno, non é l'unica visual art della cittá. Anzi. Ormai al suo terzo anno, é in pieno svolgimento il ''Light Festival'', il Festival della Luce che vede disseminata la cittá con opere, sculture e installazioni di luci create da artisti internazionali. Vari i percorsi da fare, in battello, a piedi o in bicicletta.

Uno dei canali illuminato 'ad arte' per il Light Festival

In programma fino al 18 gennaio , il Light Festival conferma la 'passione' olandese per le Visual Art. Non é un caso che in questa cittá, la luce, l'illuminazione degli edifici, delle strade, dei munumenti, non sia il frutto di un caso ma studiata da esperti. E cosí, ad esempio, performance musicali, anche quelle dei dj nei club, vengono accompagnate dai cosidetti VJ, i Dj della luce che appunto propongono innovative immagini e luci abbinate ai suoni.

lunedì 27 ottobre 2014

THEO VAN GOGH, AMSTERDAM LO RICORDA A 10 ANNI DALL'ASSASSINIO

UCCISO DA ESTREMISTA  DOPO FILM DENUNCIA SOTTOMISSIONE DONNE ISLAM 


Il regista Theo van Ghog


E' un aniversario molto sentito quello del decennale della morte di Theo Van Gogh, il regista olandese assassinato a sangue freddo il 2 novembre 2004 mentre percorreva in bici una via nella parte ovest di Amsterdam. Chi era e perché  é stato ammazzato e, soprattutto, perché é diventato il simbolo della libertá di espressione e della lotta a ogni forma di fanatismo religioso, in particolare quello islamico? 

Theo Van Gogh, pronipote del grande pittore nonché regista, scrittore e autore tv irriverente, é un intellettuale della classe alta olandese. Sempre con la sigaretta in bocca, fa film di nicchia, a low budget. E' proprio il suo ultimo film-documentario, 'Submission', a costargli la vita. La pellicola denuncia la sottomissione delle donne in molte famiglie musulmane. Evidentemente, la pellicola non viene presa bene dalla parte fondamentalista. Theo viene ucciso tre mesi dopo l'uscita del film per mano di Mohammed Bouyen, un giovane estremista mussulmano di origine marocchina che dopo avergli sparato otto colpi di pistola, lo sgozza e gli trafigge la schiena con un coltello a cui attacca una lettera per Ayaan Hirsi Ali, la sceneggiatrice del film che ha raccolto le testimonianza delle violenze subite dalle donne poi raccontate nel film. Lo shock é generale. La sera dell'uccisione in Piazza Dam accorrono piú di 20 mila persone per una sorta di manifestazione per reagire a ció che é successo. A tutti, simbolicamente,viene chiesto di fare piú rumore possibile, in risposta alla morte del regista ''messo a tacere''. A seguire, nel parco lungo il quale pedalava prima di essere ucciso, viene eretto un monumento (nella foto in basso) dal significativo titolo ''l'Urlo'' e che rappresenta appunto un volto con la bocca aperta che sembra intento a gridare.

Il monumento creato in onore del regista che rappresenta la liberta di espressione


La morte di Theo van Gogh segna una sorta di spartiacque nella storia olandese fra quello che era stato il sogno dell'integrazione in un paese che sembrava perfetto in quanto a libertá e diritti e il muro del radicalismo piú duro, quello che non accetta critiche. Non é un caso se da qual momento in poi il l'Olanda diventa terreno fertile per un politico come Geert Wilders (una sorta di Bossi dei Paesi Bassi) che fa delle critiche all'Islam il suo campo di battaglia (recentemente Wilders é finito sulle cronache di tutti i giornali, anche a livello internazionale, per il suo discorso prima delle ultime elezioni europee in cui chiedeva alla folla se volesse o meno che si mandassero via i marocchini dal paese).

Insomma, a 10 anni dall'assassinio di Van Gogh,  la strada della convivenza fra diverse culture in questo paese (dove la componente musulmana continua a crescere fortemente) sembra piú che in salita e ancora lastricata da mille difficoltá. I 10 anni dalla morte del cineasta riaccendono la luce su un problema scottante e di difficile soluzione. 



venerdì 10 ottobre 2014

MUORE IL PAPÁ CON IL CANCRO, LA SCUOLA VARA IL 'PROTOCOLLO MORTE'



Parlare di morte con i bambini. A che etá é giusto? E in che termini?
Vi racconto l'esperienza appena vissuta da alcuni bambini fra i 4 e i 12 anni di una scuola di Amsterdam
La morte, infatti, é entrata prepotentemente e con una certa naturalitá in questi giorni a scuola di mio figlio prendendosi, per mano di un cancro, in modo assurdamente veloce, il papá di due dolcissime bimbe. Non solo l'evento in se, ma il modo in cui questo é stato affrontato dall'Istituto devo dire mi ha lasciato davvero sbalordita. Siccome, si é ragionato, le due bimbe giá quando la malattia era in uno stato ormai avanzatissimo, ne hanno parlato con i compagni a scuola, si é reso necessario -ha spiegato la direttrice in una mail- mettere a punto uno ''speciale protocollo'' su come ''spiegare'', ma anche aiutare gli altri bambini a comprendere e a interagire con quanto da lí a ''pochissimo'' sarebbe  irrimediabilmente successo. 

Una manciata di notti dopo, Jan-Willem, cosí si chiamava questo papá, se ne é andato. La notizia é comunicata ai genitori da un'altra mail ma, ai bambini delle classi che frequentano le due bimbe, é stato detto a scuola, il mattino seguente, dalle maestre. Queste hanno riunito i bambini in cerchio e a modo loro hanno raccontato cosa era appena successo. E' stato solo il primo passo verso una sorta di commemorazione che in seguito bambini, genitori, maestre hanno dedicato al papá. Inanzitutto in classe é stato messo su una sorta di altarino con foto del padre delle bimbe, candele e fiori. Affianco a questi una piccola cassetta dove i bimbi che volevano hanno potuto lasciare una lettera, un pensierino, anche solo un disegno. Nelle classi ora ci sono specali libri per bambini che parlano della morte, nella hall della scuola cé'un diario dove tutti possono lasciare scritto qualcosa per lui e che verrá dato alla famiglia.  Insomma una partecipazione completa e intensa da parte di tutti. Volenti o nolenti.

Eh si, perché, in questo turbillion di iniziative, mi sono personalmente chiesta se tutti i genitori siano stati daccordo sul modo in cui la scuola ha affrontato qanto successo. Vogliono davvero tutti che i loro figli, anche molto piccoli, entrino in contato con questo tema? Apparentemente si. Ho chiesto in giro e pare che fra i bambini, compreso il mio, quello che é successo non abbia generato alcun trauma. Ovviamente i bambini rimangono bambini e cosí di recente capita di sentire conversazioni fra di loro del tipo: '' non toccare quella pianta, so che fa venire il cancro''. L'altra sera invece mio figlio vedendomi a fine giornata tracollare sul divanomi mi chiede: ''mamma tutto ok, sei sicura che non hai il cancro?'' (ovviamente si sono susseguiti da parte mia  diversiscongiuri alla napoletana). Ma al di lá delle normali storture bambinesche, la morte, il cancro, sono entrati ormai nel vocabolario di questi bambini, sono stati in un certo senso banalizzati, normalizzati. Lasciando la sensazione che adesso la morte gli faccia, e ci faccia, un pó meno paura.

lunedì 8 settembre 2014

STREET ARTISTS ADOTTANO STRADA ABBANDONATA E LE RIFANNO IL LOOK



           TURISTI IMPAZZITI PER LA NUOVA STRADINA, IL 20 SETTEMPRE INAUGURA

Si sono letteralmente impossesati della strada, caduta in stato di semi-abbondono, e la hanno ridisegna a modo loro, con i loro graffiti. Coloratissima, ovunque. Non hanno lasciato nemmeno un quadratino libero i due street artist olandesi Hero De Janero e Otograph (al lavoro nella foto in basso) che hanno fatto di una stradina un pó dimenticata dal comune, (un vicolo lo chiameremo noi italiani) la prima strada ad Amsterdam (e non solo) completamente ridisegnata e firmata dalla street art.  



Wijdesteeg, questo é il nome della stradina che si trova in una zona centralissima di Amsterdam, proprio alle spalle del Dam, in una traversa della nota Spuistraat. Nonostante la centralitá, da tempo era dominata dall'incuria. Oggi, coloratissima, ritorna alla vita e si propone di diventare uno dei luoghi in fermento della Amsterdam (cool ed underground). A proposito, mi domando, non potrebbe essere un'idea anche per quelle strade italiane un pó degradate? Darle in 'prestito' ad artisti per valorizzarle e riportarle a vivere??? Tornado a Wijdesteeg, i turisti, ma non solo, l'hanno subito promossa. Ed infatti, da questa estate é scattata la foto mania. Mentre i due street artist erano al lavoro, turisti, passanti, gente comune, si fermavano per scattare una foto con il muro ridisegnato a puzzle colorato sullo sfondo. 

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E a farsi impressionare con la scritta a lettere cubitali 'Amsterdam loves you', il nuovo slogan inventato da Hero De Janeiro (che ad Amsterdam é anche un noto dj) che sfida apertamente quello ormai molto commerciale 'Iamsterdam', la mega scritta che gira nei luoghi piú rinomati della cittá attrattiva per tristi di tutto il mondo.



E mentre i due aprano proprio lí accanto uno spazio/galleria dedicato ai loro lavori, il tam tam fotografico sulla sulla nuova street art di Amsterdam é rimbalzato sui social media dientando un piccolo cult. L'entusiasmo ha indotto Ottograph e Hero De Janeiro a ''lanciare'' la strada (''che proponiamo come piattaforma di iniziative culturali all'avanguardia ad Amsterdam'', dicono) con una inaugurazione il prossimo sabato 20 settembre, dalle 17. Da non perdere per chi si trova in quei giorni in cittá e vuole anche solo semplicemente scattare una foto con un background in pure steet art style Amsterdam.