giovedì 8 novembre 2012

NEONATI NELLE CAMICE DI FORZA: MA VEDI COME DORMONO BENE


Devo ammettere che la prima volta che ho visto un neonato avvolto in questo affare ho pensato di chiamare Il Kinderbescherming, il Telefono azzurro olandese. Poi, siccome si trattava del figlio di mia cognata, mi sono trattenuta pensando che non é bello denunciare persone di famiglia cosí, su due piedi, senza interrogarle sul reale motivo che li induce a incellofanare il figlio in questa specie di sarcofago di pezza. Mi sono detta  che lei e il marito dovevano avere una ragione profonda per averlo fatto. E ho pensato a un motivo culturalre. In Olanda, mi sono detta, ti fanno capire subito, fin da neonato, che devi attenerti alle regole. Non é che puoi stare lí a fare il matto nel tuo lettino come ti pare. Devi immediatamente renderti conto che  sei obbligato a rimanere in confini prederminati, mica puoi stare a fare o' burdell come i neonati italiani, che poi quelli quando ti diventano grandi come minimo non ti pagano le tasse e bye bye economia allineata ai    parametri dell'Unione europea. Eccoti quindi una bella copertina che ti strizza tutto, ti impedisce di muovere gambe a braccia e ti fa stare fermo fermo, buonino nel tuo posticino. 

La suddetta copertina, che mi aveva ricordato fin da subito una camicia di forza, é stata quindi subito rimossa dal mio immaginario di oggetti utili nei primi mesi di vita di un neonato. Finché la scorsa settimana non sono andata in visita a casa di Luciana, una simpatica e sveglia mamma italiana trapiantata anche lei a Amsterdam che ha da poche settimane dato alla luce Scarlett, la bimba della foto di sopra, anche lei, come vedete avvolta nella diabolica camicia di forza per neonati. Ma Luciana, che in fatto di ultime tendenze di oggetti per bambini é spaventosamente all'avanguardia, mi ha svelato l'arcano. Lo Swaddle -cosí  si chiama- é usatissimo e apprezzatissimo anche in Inghilterra. Ma, al contrario di quello che pensavo, non si tratta di un costringimento psicologico perpetrato giá in giovane etá. E' bensí un modo per tenere il bambino fermo allo scopo di farlo dormire meglio. Ed infatti il poppante, che notoriamene nei primi mesi di vita durante la notte ti butta giú dal letto ogni 3 ore piangendo come se lo stessero sgozzando, con questa fasciatura, pare che dorma felice anche 10 ore di fla e si svegli sereno e rilassato perché non si é auto-svegliato dandosi qualche manata in faccia. 

Non so voi, ma siccome io penso che il sonno di una neo-mamma dovrebbe essere difeso per legge, a questo punto ci provo. Ciro (nome immaginario del mio secondogenito in arrivo fra tre mesi), a mamma, mi dispiace, ma la camicia di forza non te la leva nessuno.




giovedì 1 novembre 2012

CONTRORDINE: I COFEE SHOP NON CHIUDONO PIÚ

SCOMPARE IL WIET PAS: PER I TURISTI NESSUN DIVIETO DI ENTRATA



I turisti potranno tranquillamente continuare a entrare nei Coffee shop di Amsterdam. E' caduto infatti definitivamente il provvedimento, il cosí detto wiet pas, che prevedeva dal primo gennaio 2013 l'accesso  ai coffee shop ai solo residenti regolarmente registrati. 

Il provvedimento, varato dal precedente Gabinetto, é venuto a cadere una volta costituitasi, all'indomani delle nuove elezioni, la nuova colazione formata dal VVD di Mark Rutte e dal Pvda. Ad annunciarlo in una intervista al quotidiano 'de Volkskrant' il sindaco di Amsterdam Eberhard van der Laan (nella foto in basso). Amatissimo nella Capitale, il primo cittadino, avvocato di grido in Olanda, aveva da sempre manifestato la sua contrarietá alla nuova legge sul fumo. Alla base delle principali contestazioni al wiet pas c'era la preoccupazione  di 'trasferire' per srada, aumentandone quindi il commercio illegale, la vendita delle droghe leggere. 



Quello che il sindaco invece non dice é che, se il provvedimento fosse stato mantenuto, propbabilmente l'economia della Capitale avrebe subito un non indifferente contraccolpo. Ed infatti su 7 milioni di persone che ogni anno visitano Amsterdam 5 milioni si recano nei Coffee shop. E' proprio nella Capitale che si registra la piú alta concentrazione di Coffee shop, 220, circa un terzo del totale dell'intero Paese. 

mercoledì 24 ottobre 2012

IL MIO CARO AMICO SIGNOR ISPETTORE DELLE TASSE

IN OLANDA UNA VISITA A CASA QUANDO VUOI AVVIARE UN'IMPRESA

Succede anche questo in Olanda: che un dipendente del Belastingdienst (il temutissimo Ufficio delle Tasse a cui nessuno, nemmeno il Ricucci di Amsterdam, potrebbe sfuggire) suoni alla tua porta allo scopo di insegnarti ad avviare un'impresa.

Quest'ometto peloso e panciuto, a tratti quasi simpatico, me lo sono ritrovata al mio tavolo di cucina di fronte a un caffé espresso napoletano che, sospetto, non lo avrá fatto dormire per almeno due giorni. Ha preso carta e penna e con l'attegiamento dei piú disperati dei professori di ripetizione voleva spiegarmi come funziona la Btw (l'Iva). In olandese, oltretutto.

Chi mi conosce almeno un pochino sa che il mio atteggiamento davanti a numeri e operazioni che ricordino anche solo lontanamente la matematica é come quello di chi alla vista del sangue, anche pochissimo, sviene. Ma per non deluderlo, ho sfoderato il mio sorriso piú intelligente e ho fatto finta di capire tutto.
Benché il pú prezioso dei suoi consigli sia stato quello di prendere un commercialista per quello che voglio fare (bravo, non ci avevo pensato!) e benché lo scopo non dichiarato di questa sua escursione in casa mia sia stato quello di farmi pagare nel migliore dei modi le tasse,  il concetto sotteso a questa visita a me é piaciuto molto.

Tentare di aiutarti ad avviare un'mpresa é qualcosa che in ogni caso ti dá una certa sicurezza e anche speranza. In questo Paese, infatti, a differenza di quello che é avvenuto nel nostro, la libera iniziativa privata é stimolata e sorretta da parte dello Stato e le lungaggini burocratiche tanto care all'Italia sono sensibilmente ridotte. Ma di una cosa puoi essere sicuro: una volta iniziato, la mannaia delle tasse si abbatterá su di te non lasciandoti scampo. Qui, praticamente (quasi) tutti pagano le tasse. A pochi sfiora l'idea di non farlo perché altrimenti, passatemi il francesismo, se ti beccano ti fanno un culo cosí. Sará questa la ragione per cui alla fine i servizi ai cittadini raggiungono un alto livello di qualitá? Insomma: no tasse no party.

domenica 14 ottobre 2012

NOVITA' PER CICLISTI: L'AIRBAG PER BICI ARRIVA IN OLANDA

NASCOSTO IN UN COLLARE, É SUPER CARO: CHI LO COMPRERÁ?


Sono quelle cose di cui dici: se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ed infatti, detta cosí, l'airbag per biciclette potrebbe sembrare utilissimo, soprattutto in un paese come l'Olanda in cui, il numero di biciclette sovrasta abbondantemente quello dei cristiani e dove quindi, un pó inevitabilmente, se non altro per ragioni statistiche, l'incidenza dei 'botti' con la bici é piuttosto alta (non come in Italia insomma dove ''investi il ciclista'', e' ufficialmente entrato a far parte degli sport nazionali). Ma se vi aspettate qualcosa come quella della foto in basso, bhe', vi sbagliate di grosso.




Il nuovissimo airbag per bici arriva dall' avanzatissima Svezia e anche la piu' frustrata fra le fashion victim non esisterebbe a indossarlo. Si nasconde in una sorta di elegante collare-scialle che, una volta presa la botta, si trasforma in un casco gonfiabile che promette di salvarti l' osso del collo.

Questo strumento (vedilo in basso prima e dopo un potenziale incidente) potrebbe risultare particolarmente utile nella famosa e frequentissima caduta procurata dal turista distratto o strafatto. E' praticamente un classico: chiunque si trovi a pedalare dalle parti della stazione o del centro non potra' fare a meno di imbattersi in questo provocatore, seppure involontario, di incidenti ciclistici. Questo individuo, che per comodita' chiameremo I. (che sta per imbecille) ti si para all'improvviso sulla pista ciclabile mentre sfiori i 70 all' ora. Tu, che gia' dal canto tuo non sei un asso nella spericolata e a tratti pericolosa pratica della pedalata disinvolta in centro,  per non investire I. e incorrere in tutte le lungaggini di un possibile ricovero ospedaliero, freni all' improvviso e per evitarlo ruzzoli per 20 metri di pista imprecandogli contro nel tuo dialetto di origine  ma perdendoti per la strada come minimo una rotula. I. capisce che effettivamente ha fatto qualcosa di grosso, si scusa dicendoti 30 volte di seguito 'sorry' e scappa via a procurare il prossimo incidente. Ecco allora il mio spassionato consiglio a tutti gli amici, parenti, conoscenti e affini che vengono in visita ad Amsterdam: sulle piste ciclabili ci vanno solo quelli con la bici, quella con due ruote. Se le si vuole attraversare, non lo si fa all' improvviso ma, come ci insegnato mammina da piccoli, si guarda prima a destra e poi a sinistra. Poi, sui marciappiedi ci vanno i cosi' detti pedoni, quelli con due gambe mentre dove corrono le rotaie pure bisogna stare molto attenti perche' ci corre il tram che non perdona nessuno e investe pure Gesu' Cristo se si trova sul suo percorso. Mentre infine sulla strada normale, quella con i cartelli che avremmo dovuto imparare alla scuola guida, ci vanno le macchine, quelle con quattro ruote.


Ma torniamo al nostro strumento, l'airbag per bici che quindi, fatte questa indispensabile premessa, potrebbe avere tutte le potenzialita' per sfondare e fare breccia nel mercato olandese. Un solo dubbio lacerante, si oppone secondo me al suo successo fra le popolazioni di Amsterdam e dintorni. Gli olandesi (non tutti, per carita') sono tendenzialmente abbasta tirchi. Ora, mi domando, ma voi ce li vedete a cacciare ben 499 euro, che sono parenti stretti a 500, per l' airbag? Che come se non bastasse e', diciamo cosi', pure monouso? Cioe' una volta saltato fuori dal collarino non e' che ce lo puoi rinfalare dentro e correre spensierato verso il prossimo incidente. E no! Lo devi solo buttare via e poi ricoprartene un altro. Sempre secondo loro. Mha, vedremo. Per il momento se venite ad Amsterdam e vi imbattete in qualcuno stampato sul pavimento che indossa quella specie di casco da parucchiere come quello delle foto di sopra, almeno saprete cosa e' successo...